Dopo l’ennesimo problema tecnico accusato da una vettura motorizzata Mercedes durante il Gran Premio di Barcellona, con Kimi Antonelli costretto al ritiro a una decina di giri dalla conclusione, a Stoccarda è scattato l’allarme rosso sul fronte dell’affidabilità della batteria.
Cinque: questo è il numero di avarie all’energy store registrate da McLaren e Mercedes nell’arco di sette Gran Premi. Un dato preoccupante per un costruttore che ha l’obbligo di puntare alla vittoria del campionato.
Sulla questione si è espresso anche il Team Principal della Mercedes, Toto Wolff:
“L’affidabilità è la priorità numero uno. La maggior parte dei guai passati sono stati legati alla batteria, ma erano sempre guasti diversi“.
Parole che lasciano intuire come a Brackley regni una certa perplessità sulla natura di una problematica ormai diventata particolarmente delicata.
I guasti dopo i sorpassi: una coincidenza?
Un altro aspetto interessante riguarda le modalità e il momento in cui si verificano spesso le rotture della batteria Mercedes.
Grazie a un’analisi approfondita delle telemetrie condotta da Federico Albano, emerge come i guasti occorsi a George Russell in Canada e a Kimi Antonelli in Spagna siano arrivati subito dopo un sorpasso e abbiano comportato il cedimento completo della centralina.
Si tratta, tuttavia, di una valutazione preliminare. Per conoscere con certezza le cause delle avarie sarà necessario attendere l’esito delle verifiche tecniche che Mercedes effettuerà sui componenti danneggiati.

ADUO, il possibile salvatore
C’è però un motivo per guardare al futuro con maggiore ottimismo in casa Mercedes. Se venisse infatti confermato un ADUO pari al 2% per la squadra anglo-tedesca, il team avrebbe la possibilità di intervenire sul pacco batterie, un’opportunità tutt’altro che trascurabile per risolvere i problemi di surriscaldamento emersi nella prima parte della stagione.
Sebbene il regolamento consenta modifiche all’energy store esclusivamente per comprovati motivi di affidabilità, l’iter da seguire è particolarmente rigoroso. Mercedes dovrebbe presentare una richiesta formale alla FIA, documentando il difetto riscontrato, allegando i relativi file CAD e ottenendo infine l’autorizzazione della Federazione prima di procedere con qualsiasi intervento.
Perché l’ADUO può essere la svolta per Mercedes?
Tornando all’ADUO, qualora venissero confermati problemi significativi di surriscaldamento, anomalie nei picchi di carica o un degrado precoce delle celle, questo strumento potrebbe rivelarsi estremamente prezioso per il team guidato da Toto Wolff.
Pur essendo calcolato sulla base del deficit di potenza termica rispetto al miglior motore della griglia, l’ADUO consente infatti di intervenire anche sulla componente elettrica della power unit. Ciò non solo per migliorarne l’affidabilità, ma anche per incrementarne le prestazioni grazie a maggiori ore al banco dinamico, budget aggiuntivo e una più ampia libertà di sviluppo dell’intero sistema ibrido.
In attesa delle risposte
A questo punto non resta che attendere l’evolversi della situazione e le conclusioni delle analisi tecniche. Solo allora sarà possibile comprendere la reale entità del problema e capire se Mercedes riuscirà a risolvere questa criticità.
Come sempre, sarà la pista a fornire le risposte definitive.









