La guerra in Medio Oriente sappiamo ormai come abbia colpito anche la Formula 1, con la cancellazione del Gran Premio del Bahrain e quello dell’Arabia Saudita.
Il poco “preavviso” non ha permesso alle due tappe di essere rimpiazzate e al momento in calendario configurano solamente 22 gare da disputare.
Tuttavia, negli ultimi giorni è stata resa nota la possibilità di recuperare almeno una delle due gare ad ottobre, qualora fosse garantita la sicurezza di piloti e team nei due stati citati in precedenza.
A rischio ci sarebbe però anche il Gran Premio dei Qatar, oltre forse anche a quello conclusivo, negli Emirati Arabi Uniti.
A tal proposito la FIA vuole intervenire, per evitare altre spiacevoli cancellazioni. Questa volta infatti il tempo a disposizione c’è e son molte le nazioni che già si son fatte avanti per coprire questo eventuale buco.
Tra tutte spiccano soprattutto Silverstone che sarebbe disposta a far disputare sul proprio circuito addirittura due gare, come nel 2020 durante la pandemia del Covid-19.
L’ipotesi che sembra più concreta al momento è però quella confermata dallo stesso Ben Sulayem come riportato da Racingnews365 che prevede il ritorno di una vecchia conoscenza.
Con un anno di anticipo, la Turchia ha infatti manifestato tutto l’interesse a sostituire il Gran Premio del Qatar qualora fosse necessario, anticipando così il ritorno nel calendario di un anno come annunciato qualche giorno fa.

Le parole di Mohammed Ben Sulayem sul possibile ritorno anticipato del Gran Premio della Turchia
“Forse potremmo avere la Turchia quest’anno, se completa l’omologazione e soddisfa tutte le altre loro esigenze”, ha esordito il presidente della FIA.
“Dal punto di vista logistico, [la questione è] qual è lo scenario migliore? Ci stiamo consultando con gli organizzatori. Si tratta di capire dove vogliamo andare e cercheremo di agevolare il tutto, ma non senza mettere a dura prova il nostro personale. Sarebbe troppo.”
“C’è un problema più grande del semplice sport motoristico”, ha detto. “È il nostro stile di vita , sono i cambiamenti, è lo stress in quell’ambito.”
“Se parliamo della leadership, del governo, il modo in cui hanno gestito la situazione, evitando ritorsioni, è stato molto saggio. Ci vuole forza per non farlo.”
“Lo sport può aspettare. Cosa è più importante? Gli esseri umani o gli sport motoristici? O qualsiasi sport? Gli esseri umani sono sempre la priorità.”
“Spero che finisca presto, così da poter tornare alla normalità e non vivere più in questo modo, con tutto questo stress.”
“Dio non voglia, se la situazione si protrae fino a ottobre o novembre, non potremo andare perché la sicurezza viene prima di tutto”, ha concluso.









