Pagelle F2 Miami: Minì il migliore, malissimo Goethe

Fantastico Minì, molto bene Tsolov e Beganovic; così così Dunne, insufficiente Goethe: ecco le pagelle F2 Miami
pagelle f2 miami

Al termine di un fantastico fine settimana a Miami, torna il più format più atteso del weekend: le pagelle! Come di consueto, saranno valutate le prestazioni dei 22 piloti che hanno preso parte alle gare.

La miglior prestazione di tutte è stata quella di Gabriele Minì. Il ragazzo palermitano è stato costantemente tra i primi, ha vinto con intelligenza la Feature Race e si trova ad un solo punto dalla leadership del mondiale.

Gabriele Minì, MP Motorsport, F2 Miami 2026
Gabriele Minì è il migliore a Miami

Weekend a due facce per il team MP Motorsport. Il compagno di box dell’italiano, Oliver Goethe, commette due grossi errori che lo portano a terminare il weekend senza punti.

Bene ancora Tsolov e Camara, oltre al solito Beganovic e a un ritrovato Maini. Male ancora una volta il team Prema, in netta difficoltà in questo avvio di stagione. Insomma, è stato un fine settimana emozionante e pieno di alti e bassi: ecco allora le pagelle F2 Miami!

I voti dei primi in campionato

Nikola Tsolov, 8.5. Deve parcheggiare dopo cinque minuti di libere e perde minuti fondamentali su un tracciato nuovo per tutti. Sembra che la cosa non lo colpisca più di tanto perché si prende la reverse pole. Vince con carattere una Sprint Race caotica sul finale. Domenica non fa neanche in tempo a girare in curva 1 che il suo vecchio compagno di squadra lo spedisce fuori. Uno zero importante, ma ha guidato molto bene per il resto del weekend. Nonostante il ritiro, incredibilmente, è ancora leader del mondiale.

Tsolov vince la Sprint Race a Miami davanti a Van Hoepen e Dunne

Rafael Camara, 8. Conferma la sua abilità sul giro secco e si piazza a pochi millesimi dalla pole position. Fatica ancora un po’ nella gara corta, rimanendo fisso ai margini della Top 10. Molto buona invece la Feature Race, in cui però è mancato qualcosina per poter agguantare la vittoria. Vince comunque il premio “libero pensatore”: tira dritto mentre erano tutti costretti a passare dai box. Bravo Rafa, è giusto distinguersi dalla massa.

Gabriele Minì, 9.5. Fa tutto ciò che può per dimostrare di essere il candidato principale alla vittoria del titolo. Questa volta Mecachrome non lo lascia a piedi in qualifica e il palermitano ottiene il 5° tempo. Sgomita per tutta la Sprint e porta a casa due punticini. Nella gara lunga, con una serie di sorpassi fantastici, si porta nelle prime posizioni, e con una gran staccata al penultimo giro prende la testa della corsa e si invola verso la bandiera a scacchi. Un weekend fantastico. E grazie a te, il nostro caro Lucio ora potrà dormire serenamente.

ACI TEAM ITALIA - <p>Gabriele Minì conquista uno strepitoso successo in F.2  a Miami</p>
Gabriele Minì, vincitore della Feature Race a Miami

Laurens Van Hoepen, 7.5. Entra nei primi dieci al venerdì, a dimostrazione del suo magnifico stato di forma. Sabato parte al fianco di Tsolov e gli arriva dietro per un decimo, dopo aver lottato incessantemente nel finale sia con il bulgaro che con Dunne. Non si è capito per quale motivo, invece, abbia deciso di lasciar divertire gli altri domenica. Perde tantissime posizioni al via, poi è anche sfortunato nel rimanere coinvolto nel contatto tra Varrone e Stenshorne. Fatto sta che chiude fuori dai punti, ma ha dimostrato tanto ed è pronto a rifarsi già in Canada.

Ritomo Miyata, 7. Non si capisce come sia possibile, ma è ancora quinto in campionato. Dopo due round, va bene, ma il ragazzo è pur sempre lì. Il weekend, tuttavia, si prospettava essere sui livelli dell’anno scorso. P17 in qualifica, in affanno anche nella Sprint. Poi arriva la pioggia. Già a Spa era andato fortissimo in queste condizioni. Sfrutta l’occasione e risale fino a una clamorosa sesta posizione. Ben otto punti portati a casa. Bravo.

Il weekend degli inseguitori

Dino Beganovic, 9. Anche per lui, come già era successo a Silverstone l’anno scorso, l’asfalto pareva asciutto domenica. Risale il gruppo con una rapidità disarmante e si porta davanti a tutti, salvo poi farsi infilare all’ultimo da Minì. Prende anche l’ultimo punticino della Sprint Race. Se solo fosse partito nei primi dieci…

Dino Beganovic all’inseguimento di Gabriele Minì

Noel Leon, 8.5. Come il suo compagno, spegne la macchina a bordo pista dopo pochi minuti di prove libere e perde minuti fondamentali per conoscere la pista. Scattato in tredicesima piazza, recupera qualcosina al sabato. Vola nella Feature Race a eliminazione, resta fuori dai guai e termina appena ai piedi del podio. Questo ragazzo si sta prendendo una grossa rivincita; basti pensare che, in due fine settimana, ha totalizzato più della metà dei punti raccolti nella passata stagione.

Joshua Durksen, 6.5. Resta l’unico, insieme a Minì, ad aver terminato a punti tutte le gare disputate finora. Anche se va detto che non ha brillato come ci si sarebbe potuti aspettare. Lotta per il podio nella gara corta ma finisce per perdere la posizione anche su Varrone, terminando quinto. Domenica sta fuori più di tutti prima di effettuare il pit stop obbligatorio. Non una bella idea, considerata l’imprevedibilità della gara e le continue interruzioni. Finisce in P10, ma serve ben altro per stare con i primi.

Tasanapol Inthraphuvasak, 4.5. Beh, che dire. Prende mezzo secondo in qualifica da Maini (ed è difficile) e si piazza in P12. Si ritira nel silenzio durante la Sprint, mentre fa più rumore di tutti nella Feature Race. Prima di tutto cannona il suo vecchio compagno di squadra bulgaro e lo costringe al ritiro. Finisce in fondo dopo aver servito la penalità ai box, se ne prende un’altra per non aver servito correttamente la penalità precedente e finisce ultimo. Insomma, un macello. Tutt’altra storia rispetto a Melbourne.

The incident which sent Tsolov spinning out of the Miami Feature Race 😳  Inthraphuvasak has received a 10-second time penalty for the incident. #F2  #MiamiGP
Il contatto tra Tsolov e Inthraphuvasak visto dall’alto

Pagelle F2 Miami: il centro del gruppo

Oliver Goethe, 4. Ha una ghiotta occasione di proseguire sulla lunghezza d’onda del fine settimana australiano. La partenza dalla terza posizione per la gara di sabato lasciava presagire bene. Butta tutto alle ortiche dopo mezzo metro. Tira il freno a mano in partenza e viene risucchiato dal gruppo. Domenica rincara la dose, perdendo la vettura in ingresso del rettilineo e finendo contro il muro a velocità elevatissime. Fortunatamente la vettura non è rimbalzata verso il centro della pista. Comunque, siamo di fronte a una prestazione di basso livello.

Kush Maini, 10. La redazione di LastCorner è ancora sotto shock per gli eventi dell’ultimo weekend. Pole position. È tutto vero, signore e signori. Kush Maini in pole position. Termina persino in Top 5 nella gara lunga. Per evitare che fosse un weekend perfetto, il team lo obbliga a partire dai box sabato, gli mette lo zucchero nel serbatoio e lo costringe a spegnere la macchina a gara in corso. È nata una stella a Miami.

F2: Maini beats Camara to pole in closely fought Miami Qualifying | F1  BOXBOX
Kush Maini in pole position per il weekend di Miami

Alex Dunne, 5. Non ce la fa a non fare errori nella Feature Race. Frena quaranta metri più tardi degli altri all’ultima curva e, nel rientrare, si infila sotto le barriere. La velocità e il talento di questo ragazzo sono innegabili, vista anche la grandissima Sprint condita da un arrivo a podio in volata a soli 0.5s dal primo. Occorre però raddrizzare il tiro se non si vuole perdere il treno mondiale.

Colton Herta, 6.5. Il suo primo tempo nelle prove libere ha dato a tutti un assaggio della vera american freedom. Decide che ha fatto abbastanza e si qualifica 14°. Dopo esser partito bene, sabato si fa sorpassare anche dai furgoni dell’autostrada che passa sopra il circuito. Molto bene sul bagnato, in cui recupera posizioni e porta a casa quattro punti. Resta un weekend tutto sommato buono.

Le zone basse della classifica

Mari Boya, 6. Il voto rasenta la sufficienza solo per la clamorosa rimonta della Feature Race, in cui ha guadagnato ben nove posizioni. Per il resto, la situazione è complicata. Termina addirittura penultimo nella gara corta, davanti al solo Shields (lui è fuori categoria). Fatto sta che, incredibilmente, era la vettura più veloce con la livrea Aston Martin in pista venerdì.

Nicolas Varrone, 7.5. Una qualifica stellare lo vede schierarsi addirittura in P6, mentre il compagno sprofonda nelle retrovie. Ottiene i primi punti in stagione con una Sprint Race convincente, chiusa a ridosso del podio. Sarebbe stato un weekend da 9 pieno. Così decide di tirare una randellata al povero Stenshorne e finisce fuori dai punti. Beh, dai, non poteva mica andare tutto bene. Comunque, bravo.

Prema in netta difficoltà

Sebastien Montoya, 5.5. Anche il suo voto si alza notevolmente solo per la nona posizione della Feature Race. Altrimenti, staremmo parlando di una catastrofe. Non si è ancora capito come abbia fatto a qualificarsi terzultimo, davanti solo a Bilinski (che non ha praticamente girato) e Shields (che fa un altro sport). Urge ritrovarsi in fretta.

Martinius Stenshorne, 8.5. Attrae le sfortune peggio di una calamita. Di nuovo si piazza tra i primi tre al venerdì, a soli 0.050s da una fantastica pole position. Lotta per tutta la Sprint Race con Minì e alla fine ha la meglio lui. Porta a casa tre punti, che ancora una volta saranno gli unici del weekend. Il team gli regala uno stop and go per aver toccato la macchina dopo il tempo limite. Per essere certi che non torni tra i primi dieci, Varrone lo scaraventa dentro il muro. È tempo di prenotare un viaggetto a Lourdes, ragazzo.

I voti degli ultimi

Roman Bilinski, 5 (10). Un martire. Ancor prima di poter pensare di scendere in pista venerdì, la sua DAMS inizia a dare problemi. Resta fermo per tutte le libere, mette insieme un giro come può al venerdì e prova a schierarsi in pista. Ci riesce sabato, in cui per altro recupera diverse posizioni. Non lo lasciano nemmeno provare domenica, con il polacco che rientra mestamente prima del giro di formazione. Salvate il soldato Roman.

Rafael Villagomez, 3.5. Dov’era? Accecato da uno scintillante Varrone, annega nelle acque profonde di Miami. Prende una batosta clamorosa in qualifica, si schiera 19° con il compagno tra i primi dieci. Dopo essersi trovato a lottare con Shields decide che era troppo anche per lui e si parcheggia ai box. Sparisce dai radar anche domenica e termina in anticipo la propria gara. Non ci siamo proprio.

Emmo Fittipaldi chiude un buon weekend a Miami

Emmo Fittipaldi, 6. Mostra ottimi segni di miglioramento. Innanzitutto, toglie la sua AIX dall’ultima fila. Sabato sgomita e prova a risalire la corrente, ma è costretto a ritirarsi per un guasto. La Federazione gli assegna dieci secondi di penalità a macchina spenta, non si è ancora capito perché. Nella Feature Race si tiene fuori dai guai, ma per evitare il compagno che è andato in testacoda perde diverse posizioni e termina di poco fuori dai punti. È comunque una buona prova la sua.

John Bennett, 5. Diciamo la verità, ha fatto emozionare tutti quando è uscito dai box con le supersoft. Voleva tentare l’impresa eroica, peccato che l’asfalto era ancora bagnato ed è rientrato per cambiare nuovamente le gomme dopo essersi girato. Non era lontano come a Melbourne, si è aggirato sempre intorno alla P14 ma deve cambiare qualcosa se vuole che Trident porti a casa il pane con entrambe le macchine.

Cian Shields, 3. Ultimo ovunque. Tre decimi dietro a Bilinski in qualifica, mezzo secondo dietro al compagno. Termina diciotto secondi dietro a Boya nella Sprint. Aveva l’occasione di rifarsi domenica e, ammettiamolo, ci stavamo sperando tutti. Era ottavo alla terza ripartenza. Si gira in curva 8 completamente da solo. Commette lo stesso identico errore nello stesso identico punto al giro seguente. Questa volta parcheggia a bordo pista. Trovate voi qualche aggettivo, perché a noi inizia a venir meno la fantasia.

Pagelle F2 Miami: voti bonus

Prema, 3. Purtroppo la situazione è tragica. I pochi punti raccolti, figli tra l’altro del cataclisma che si è abbattuto sul circuito, non cancellano le enormi difficoltà del team. Finire dietro ad una AIX in qualifica (e ultimi davanti a Shields nella Sprint) è dura anche per i duri.

Bernd Maylander, 10. Un santo. Se sabato si è appisolato su un lettino della piscina a bordo pista, domenica è arrivato in circuito mettendosi l’anima in pace, consapevole che sarebbe stata una lunghissima giornata. Percorre più giri in testa di qualsiasi altro pilota. Non gli danno neanche il tempo di un caffè ai box che deve rientrare in pista immediatamente. Speriamo che abbia gli straordinari retribuiti.

Safety Car in pista a Miami

Miami, 9.5. Scelta clamorosamente azzeccata. Se negli scorsi anni era mancato un po’ di spettacolo in Florida, è bastato portarci la Formula 2. Pista oggettivamente perfetta per l’azione. Mezzo punto in meno solo perché il meteo ha anticipato l’orario di partenza. E comunque, la corsa è stata ugualmente con pioggia e asfalto bagnato. Bene così, con l’auspicio di tornare l’anno prossimo.

Lucio Rizzica, 10. I suoi giochi di parole in telecronaca sono veramente beceri ma a noi piacciono proprio perché lo caratterizzano da sempre. In un momento morto della qualifica, non si capisce ancora perché, ha rispolverato un certo Gran Premio di Curaçao del 1985 della Formula 3000. Come abbiamo fatto a passare un mese intero senza di te, caro Lucio….

Matteo Pittaccio, 10 e lode. Telecronista di altissimo livello. Si diverte come un matto in cabina di commento con Rizzica ed è sempre preciso e puntualissimo nella cronaca delle sessioni. Forse non si è ancora abituato all’amore spassionato di Lucio per Minì. Ma ci era mancato molto ai microfoni della Formula 2. Torna più spesso, Matteo.