F2 libere Budapest: Beganovic in testa ma sono tutti vicini

Dino Beganovic chiude in testa le libere di Budapest, e lo fa con un margine irrisorio sul secondo classificato Minì e sul terzo Varrone, a seguire Tsolov e Camara
Dino Beganovic

È Dino Beganovic a imporre il proprio tempo sugli altri nell’unica sessione di prove libere a disposizione a Budapest per la formula 2, in una sessione tutt’altro che dominata, e che lascia a spazio a infinite possibilità in vista delle qualifiche di oggi pomeriggio.

Se infatti il tempo dello svedese scuola Ferrari è senz’altro un ottimo tempo, il distacco sugli altri rende l’idea della competitività e del livello dei suoi rivali: tra i primi 3 il gap è ridotto all’osso, addirittura 21 millesimi, mentre la top 6 è racchiusa in appena 2 decimi.

Recap della sessione: fiducia per Beganovic

A partire forte nella mattinata ungherese non è il pilota DAMS però, infatti a dettare inizialmente il passo è un altro pilota scuola Ferrari, Rafael Camara, che ha senza dubbio in testa l’unico obiettivo di continuare a ricucire il gap sui 2 piloti che lo precedono in campionato: Tsolov e Minì.

Il brasiliano parte forte e impone un tempo oltre mezzo secondo più veloce di quello del provvisorio secondo classificato Miyata.

Ciò che salta particolarmente all’occhio già dai primi minuti di sessione, come successo in precedenza con la Formula 3, è che la pista sia particolarmente “green” e polverosa, tanto da rendere imprevedibile il comportamento delle monoposto in molte delle sezioni tecniche e delle lunghe curve dell’Hungaroring.

Lo vediamo ad esempio con i numerosi lunghi nell’ultima e nella prima curva, che sembrano quasi una fotocopia l’uno dell’altro, con vittime illustri come appunto lo stesso Camara, ma anche Durksen e Dunne.

A iniziare in maniera positiva la sessione c’è anche Colton Herta, che si mette addirittura in seconda posizione, salvo poi scivolare nell’ordine ed essere anche protagonista di qualche sbavatura di troppo, che lo porteranno a terminare la sessione in P19, a 8 decimi dal tempo migliore.

A 25 minuti dalla fine della sessione ecco però che la stessa viene interrotta a causa dell’incidente in curva 1 di Mari Boya: il pilota scuola Aston Martin aveva già commesso un errore identico nel giro precedente, ma ecco che con la stessa dinamica stavolta finisce a muro, dopo aver bloccato entrambi gli pneumatici anteriori e aver perso il controllo della sua Prema.

Dopo qualche minuto di stop si riprende e a imporsi è il palermitano Gabriele Minì, con un vantaggio di 4 decimi sui principali rivali al titolo Tsolov e Camara.

Ecco che qualche minuto più tardi Beganovic fa segnare il tempo che rimarrà poi il migliore fino a fine sessione, seguito poi nuovamente dallo stesso Minì, che si avvicina a 15 millesimi dal giro dello svedese, e dall’argentino Varrone, che segue a 21 millesimi di distacco.

Leggermente più staccati invece Tsolov, Camara e Dunne, che vedono il loro distacco rimanere oltre il decimo.

Buona sessione anche per Goethe, P7 alla bandiera a scacchi, cos’ come per Stenshorne, Bilinski e Van Hoepen, che chiudono la top 10; di seguito la classifica completa: