Durante il F1 Gp Belgio a Spa-Francorchamps, Lewis Hamilton è stato duramente penalizzato per un contatto a Les Combes con George Russell nel corso del primo giro.
Pochi giri dopo, durante l’8° giro, nella staccata alla fine del lungo rettilineo del Kemmel c’è stato un contatto tra Charles Leclerc e Oscar Piastri.
L’australiano ha recriminato di essere stato spinto fuori dal monegasco, che pare non abbia lasciato abbastanza spazio in frenata, andando a provocare un contatto tra la sua ruota posteriore sinistra e l’anteriore destra del numero 81 papaya.
Ma perché in questa occasione la FIA ha deciso di sorvolare sull’episodio come normale incidente di gara, mentre ha deciso di intervenire sul contatto tra i due britannici, nonostante fossimo al primo giro?
In molti sostengono un’ipotesi che, se confermata farebbe discutere parecchio, cioè penalizzare il numero 44 solo perché il suo rivale ne è uscito con un DNF, a differenza di Piastri che ha avuto la possibilità di proseguire normalmente la propria gara.
Analisi del contatto Hamilton – Russell


Andando ad approfondire più nel dettaglio l’incidente, si nota come il tutto nasca da un problema elettrico per Russell.
Come evidenziato dalla telemetria, il numero 63 è arrivato alla fine del rettilineo del Kemmel con la batteria completamente vuota, cosa che gli è costata la posizione nel dritto nei confronti del duo Ferrari e Oscar Piastri.
Il pilota Mercedes poi ha recuperato le posizioni sul connazionale e l’australiano in frenata, staccando il più tardi possibile all’esterno, ed è proprio da qui che deriva tutto il contatto.
Il numero 63, invece di andare a prendere la linea più interna a Les Combes, quindi di allargarsi il più possibile a sinistra, decide sì di prendere il corridoio esterno – che poi diventerà interno – in entrata curva, ma di non sfruttare la velocità in ingresso per allargare la traiettoria in percorrenza della sua W17. Successivamente fa un movimento di troppo verso destra con il volante che lo porta ad allargarsi e non prendere il punto di corda di curva 5.

Inevitabilmente questa traiettoria un po’ insolita ha spinto verso l’esterno il pilota di Stevenage, ed è qui che avviene il primo contatto tra i due.
Il pilota del team di Brackley tocca con la pancia destra della sua W17 l’ala anteriore della SF-26 – distruggendo il floor board sinistro, con il suo tirante di sostegno, provocando quindi una perdita enorme di punti di carico – destabilizzando la vettura numero 44 con una perdita di aderenza all’avantreno.

Questo ha provocato un sovrasterzo al 7 volte campione del mondo, nonostante quest’ultimo fosse impegnato a seguire la sua traiettoria in modo costante, con un utilizzo molto smooth del volante.
Tutto questo ha poi provocato il contatto tra la ruota anteriore sinistra del numero 44 e la ruota posteriore sinistra del numero 63, portando a un DNF del britannico di casa Mercedes.
L’incidente era pienamente evitabile, qualora il pilota di King’s Lynn avesse fatto scorrere la propria W17 in ingresso curva senza effettuare quei piccoli movimenti col volante che hanno costretto al contatto con la SF-26 numero 44 ed al pilota del team di Maranello di allargarsi in percorrenza di curva 5.
La decisione di assegnare la penalità è stata corretta?
Leggendo i documenti pubblici della Federazione Internazionale, si nota come sia stato dato peso al fatto che il pilota Ferrari abbia perso la vettura andando in sovrasterzo e colpendo il rivale.
Fin qui tutto giusto secondo i regolamenti, tranne che la perdita di aderenza all’avantreno della SF-26 è avvenuta per colpa di George Russell che, portando Hamilton verso l’esterno, ha colpito la vettura del rivale.

Proprio per questo motivo la decisione di archiviare tutto come semplice incidente di gara sarebbe stata la scelta migliore da fare, come suggerito dagli stessi piloti a fine gara.
“Durante la curva, la Vettura 44 ha accusato del sottosterzo e, nonostante abbia tentato di evitare la Vettura 63 applicando una correzione allo sterzo, è venuta a contatto con il lato destro della Vettura 63 con la propria ruota anteriore sinistra.”
“I Commissari riconoscono diverse circostanze attenuanti. La Vettura 44 ha preso atto della presenza della Vettura 63, ha tentato di lasciare uno spazio di gara adeguato e ha compiuto un tentativo concreto di evitare il contatto. La collisione è scaturita da una perdita di aderenza all’anteriore, piuttosto che da una manovra aggressiva o deliberata. Inoltre, l’incidente si è verificato nel giro di apertura, in cui si riconoscono condizioni di aderenza ridotta e di vetture ravvicinate.”
“Per questi motivi, sebbene la Vettura 44 fosse interamente responsabile della collisione, i Commissari ritengono che una penalità di tempo di 5 secondi, anziché la penalità di tempo standard di 10 secondi, sia la sanzione appropriata in conformità con le Linee Guida sulle Penalità della FIA”, queste le parole degli Steward come spiegazione al contatto tra i due britannici.









