Manca ormai poco al momento in cui la FIA emanerà i verdetti in merito a quali motoristi potranno usufruire degli aggiornamenti aggiuntivi previsti dal regolamento.
A partire da questa stagione, attraverso il sistema ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities), i motoristi più difficoltà avranno infatti la possibilità di portare novità alle proprie power unit, nel tentativo di ricucire il gap dai migliori.
Dopo la tappa di Miami la FIA farà le proprie valutazioni, stimando i rapporti di forza tra i motoristi attraverso delle metriche che non ci è dato conoscere.
Ebbene, se c’è chi vede nell’ADUO un’opportunità per rifarsi sotto ai migliori, c’è anche chi (come Mercedes) si augura di non perdere tutto il vantaggio accumulato lavorando meglio degli altri negli scorsi mesi.
In un’intervista concessa ad alcuni media selezionati, il teal principal della squadra anglo-tedesca Toto Wolff si è espresso a viso aperto sulla questione.
L’austriaco ha voluto rivolgere alla FIA un appello affinché l’ADUO venga concesso solo a chi per davvero è in difficoltà.
“Il principio dell’ADUO era quello di consentire alle squadre in difficoltà con la power unit di recuperare terreno, ma non di scavalcare gli altri”, ha detto.
“Deve essere molto chiaro che, qualunque decisione venga presa, a qualsiasi squadra venga concesso l’ADUO, tale decisione può avere un grande impatto sul quadro delle prestazioni e sul campionato, se non viene presa con assoluta precisione, chiarezza e trasparenza”.
“Deve essere chiaro che non c’è spazio per i sotterfugi; la FIA deve agire riguardo all’ADUO con lo spirito corretto.
Wolff: Un solo motorista è in difficoltà
Wolff crede addirittura che solo Honda debba rientrare nei criteri per l’ADUO: “Mi sembra che ci sia un produttore di motori che ha un problema, e dobbiamo aiutarlo, mentre tutti gli altri sono più o meno allo stesso livello”, ha spiegato, riferendosi chiaramente alla casa giapponese.
“Sarei quindi molto sorpreso, e anzi deluso, se le decisioni prese in merito agli ADUO finissero per interferire con l’attuale gerarchia competitiva”.
“Abbiamo dati precisi dalle nostre analisi su dove vediamo le prestazioni del motore dei nostri concorrenti e delle nostre.”
“A questo proposito, penso che la FIA stia guardando gli stessi dati e spero vivamente che la FIA continui a considerarsi la protettrice dell’integrità di questo sport”, ha concluso.
Resta ora da capire se la Federazione sposerà la linea del rigore invocata da Brackley o se aprirà la porta a una convergenza più marcata, che potrebbe rimettere in gioco specialmente Ferrari nel corso della stagione estiva.










