

La Ferrari è senza ombra di dubbio la squadra più rappresentativa – nonché la più vincente – nella storia della Formula 1. Basata a Maranello, ha preso parte a tutte le edizioni della storia della categoria, conquistando 15 titoli piloti e 16 costruttori.
Fondata il 1° dicembre 1929, la squadra nasce inizialmente come struttura satellite dell’Alfa Romeo. Il debutto della prima vettura interamente prodotta a Maranello, la 125 S, avviene, infatti, solo nel 1947. Con l’istituzione del campionato mondiale, la Ferrari si impone rapidamente grazie a piloti come Alberto Ascari, che sigla il biennio 1952-1953. Negli anni successivi, la gestione di Enzo Ferrari porta al titolo Juan Manuel Fangio e Mike Hawthorn, prima dell’arrivo di Niki Lauda. L’austriaco, difatti, garantisce due titoli piloti tra il 1975 e il 1977, seguiti dall’alloro di Jody Scheckter nel 1979. Alla morte di Enzo Ferrari, avvenuta nell’agosto del 1988, il team entra in un momento di difficoltà durato oltre un decennio. La Scuderia resta all’asciutto di titoli per più di vent’anni, tornando al successo a partire dal 1999.
La ristrutturazione operata da Jean Todt a partire dal 1993, dunque, pone le basi per il periodo più vincente della GeS. L’ingaggio di Michael Schumacher nel 1996 permette alla squadra di tornare al titolo costruttori nel 1999 e di dominare la scena mondiale tra il 2000 e il 2004. Il pilota tedesco conquista cinque mondiali consecutivi, mentre il team incassa sei titoli costruttori di fila. Tale supremazia tecnica viene interrotta solo nel 2005 dai cambi regolamentari sui pneumatici, portando Schumacher al ritiro definitivo a fine 2006.
Kimi Räikkönen vince il titolo piloti nel 2007, l’ultimo conquistato da un pilota Ferrari ad oggi. Dopo il titolo costruttori confermato nel 2008, gli anni successivi vedono la squadra perdere i mondiali 2010 e 2012 nelle tappe conclusive, nonostante le prestazioni sempre impeccabili di Fernando Alonso. L’introduzione delle PU ibride nel 2014 segna l’inizio di una rincorsa tecnica complessa. Sebastian Vettel, pur portando la Ferrari a lottare per il vertice nel biennio 2017-2018, non riesce a scardinare il dominio Mercedes. La crisi tecnica culmina nel 2020, anno in cui la Rossa chiude al sesto posto costruttori.
L’attuale gestione di Frédéric Vasseur ha stabilizzato la struttura, portando la squadra a giocarsi il titolo costruttori all’ultima gara nel 2024. Il 2025 ha segnato l’approdo a Maranello di Lewis Hamilton in sostituzione di Carlos Sainz. Il britannico, che ha faticato a tenere il passo di Leclerc nel 2025, sembra essersi ripreso in questo inizio di 2026.
Nell’avvio della stagione 2026, Ferrari si è affermata con discreta costanza nel ruolo di seconda forza alle spalle di Mercedes. La Rossa spera ora di sfruttare la nuova era regolamentare per tornare a competere per il titolo mondiale.


















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