Si torna in grande stile dopo questo bellissimo weekend! Come di consueto, nelle pagelle saranno analizzate le prestazioni delle diciotto ragazze in pista sul suolo britannico.
Senza ombra di dubbio, la migliore di tutte è stata Chiara Bättig. La svizzera, scelta come wildcard per il fine settimana, ha stupito tutti cogliendo una clamorosa pole position e terminando appena dietro Alisha Palmowski nella seconda gara.

La leader del mondiale si è presa la vittoria domenica, mentre sabato ha colto il successo Emma Felbermayr grazie alla griglia invertita. A podio anche Nina Gademan e Ella Lloyd, entrambe in ripresa dopo Montreal.
In mezzo al gruppo, tuttavia, le protagoniste sono state altre. Alcune delle ragazze più abituate alle zone che contano hanno faticato parecchio, mentre qualcuno che spesso era relegato al fondo classifica è risalito a galla. Ecco allora le pagelle F1 Academy Silverstone!
I voti della Top 3
Alisha Palmowski, 9.5. Ancora una volta mostra la sua netta superiorità rispetto al resto della griglia. Ha trovato, tuttavia, un’insperata contendente per la vittoria: la wildcard Chiara Bättig. Incredibilmente perde il primo confronto con la svizzera al venerdì, sul giro secco. Con esperienza e costanza vince la battaglia in partenza, passando la svizzera e tenendola a bada per tredici giri. Ma la differenza con le ragazze che corrono per tutta la stagione, ormai, è diventata abissale.

Emma Felbermayr, 9.5. La qualifica torna sugli standard della scorsa stagione, il che avrebbe potuto compromettere il suo fine settimana e, di conseguenza, la lotta per il titolo. Ma non demorde in alcun modo. Sfrutta la partenza dalla pole per una vittoria flag to flag al sabato. Sul podio non esulta, consapevole del lavoro da svolgere il giorno dopo. E con una partenza magnifica e degli ottimi sorpassi, partendo dall’ottava piazza, si prende il terzo posto in gara 2. Sarà difficile tenere il passo della Palmowski, ma non è ancora detta l’ultima.
Nina Gademan, 8.5. Dopo aver mostrato qualche difficoltà in Canada, riesce a riprendere un po’ di smalto. Anzi, si aggancia per tutto il weekend alla collega austriaca, senza mai però riuscire a sopravanzare. Anche lei chiude a podio nella prima gara, mentre domenica sfrutta la lotta tra Lloyd e Felbermayr per scavalcare la britannica e agguantare il quarto posto. È ancora lunga e i punti di distanza sono quasi sessanta. Sognare, tuttavia, non costa nulla.
Il weekend delle inseguitrici
Megan Bruce, 6.5. Prima di scendere in pista le chiedono se vuole comprare un abbonamento a sorpresa. Lei accetta e le capita quello per la P9. Arriva a meno di un decimo dalla reverse pole, poi sgomita in entrambe le gare e alla fine porta a casa due punticini. Mezzo voto in più per aver lottato ruota a ruota nel tratto Maggots-Becketts con Ava Dobson una decina di volte. Tuttavia, se vuole restare nelle prime posizioni deve aumentare un po’ il passo.
Ella Lloyd, 8. Si è detta delusa e insoddisfatta della propria qualifica, ma rispetto al Canada è sicuramente un bel passo in avanti. Dal sesto posto al venerdì colleziona prima un podio nel weekend di casa e poi un quinto posto domenica. Certo che se la Felbermayr non l’avesse spinta fuori a Copse, col senno di poi, sarebbe potuta entrare due volte di fila tra le prime tre. Ma in fondo si tratta sempre di corse. Intanto, bene così. Anche se, molto probabilmente, il sogno mondiale si è già spento.

Payton Westcott, 4.5. Si è presa una pausa non giustificata dalle posizioni di vertice e ha deciso di sguazzare a centro gruppo per tutto l’arco del fine settimana. Sia chiaro, non è mai scesa sotto l’undicesima posizione in ciascuna sessione. Tranne in gara 1, in cui ha preso cinque secondi di penalità per falsa partenza (che, come al solito, è arrivata al penultimo giro). Insomma, tutto fuorché brillante.
Mathilda Paatz, 3.5. Irriconoscibile rispetto all’appuntamento canadese. Che sia un po’ la stessa storia di Esmee Kosterman, rapida nel tracciato in cui ha corso come wildcard e lenta nelle altre piste? Boh. Chissà, magari alterna fine settimana mogi a weekend arrembanti. Fatto sta che passare da una vittoria e prestazioni convincenti al terzultimo posto sia in gara che in qualifica è tanto anomalo quanto inspiegabile. Tocca rialzarsi alla svelta.
Pagelle F1 Academy Silverstone: il centro del gruppo
Rafaela Ferreira, 3. Anche per lei non era iniziata nel migliore dei modi l’avventura in terra bretone. P14 al venerdì, recupera due posizioni il giorno dopo. Prestazione insufficiente, certo, ma il voto si abbassa drasticamente dopo la mossa di domenica mattina. Non vedevo un pilota tagliare così di botto la traiettoria in pieno rettilineo dai tempi del miglior Grosjean. Chiude su Ella Stevens, si gira e pensa di aver ragione lei. Da ergastolo.
Alba Larsen, 5. Stagione difficile, portare i colori della Rossa non è mai facile ma non credo sia una questione di pressione. C’è sempre qualcosa che non va in pista. Stavolta non trova nemmeno un buon giro ed è costretta a rimontare da più indietro. Fortunatamente ha sempre avuto un buono scatto al via e ha raccolto un punticino. Questo però non basta a rendere sufficiente il fine settimana di una che, più volte, ha dimostrato di poter lottare per le zone che contano.
Natalia Granada, 7. Una delle più divertenti da seguire in pista. Probabilmente in qualifica parte di proposito più indietro per poter effettuare più sorpassi possibili. Non riesce nell’intento la prima volta, guadagnando solo una posizione. Ci riesce eccome domenica, sorpassando a destra e a manca e arrivando fino alla settima posizione, portando a casa gli unici punti del team Prema nel corso del weekend. Brava.

Chiara Bättig, 10. Non credo che ci siano parole che possano descrivere le sue performance. Siamo davanti a qualcosa di clamoroso. Venerdì si prende la scena: prima nelle libere e soprattutto prima in qualifica, conquistando una pole position incredibile. Due decimi rifilati ad Alisha Palmowski, niente di che. Compie dei sorpassi fantastici in gara 1, mentre si fa soffiare in partenza la leadership proprio dalla leader del mondiale domenica. Arriva a podio, il primo in assoluto per una wildcard e la più giovane di sempre a salirci nella categoria. Dulcis in fundo, due giri veloci in due gare. Come wildcard. Prestazione superlativa.
Le zone basse della classifica
Lisa Billard, 7. Qualcuno ancora scherza sul fatto che scrissi che sul giro secco era veloce come Prost. Si tratta chiaramente di un’esagerazione, ma la francesina è velocissima e centra una brillante terza piazza in qualifica. La tramuta in tre punti il giorno dopo, con una ghiotta occasione per prenderne ben di più in gara 2. Ma si sa che non si diverte se non ne combina una ogni weekend. Perciò stalla in partenza e finisce in fondo. Capita a tutti, dai.
Kaylee Countryman, 3. Dopo l’inatteso exploit canadese, sprofonda nelle retrovie senza mai trovare il modo di uscirci. Penultima sia in qualifica che al sabato. Domenica finisce addirittura in ultima posizione, passata persino da Jade Jacquet. Difficile dare un voto diverso da questo, si spera che si rifarà fin da subito.
Rachel Roberston, 9. È lei la vera protagonista. Può darsi che il tracciato a lei già noto abbia aiutato, ma non siamo qui a parlare di questo. Finalmente ha mostrato ciò di cui è capace. Top 5 incredibile al venerdì, si ripete in gara 1 con il suo miglior risultato in pista in una corsa. E il giorno successivo si intasca otto punti, con una sesta piazza memorabile per lei e per il team Hitech che, incredibilmente, ha raccolto punti pesanti con tutte e tre le ragazze. Bravissima.

Ava Dobson, 7.5. Si è ripresa alla grande ed è tornata agli standard della Cina. Soprattutto sul giro secco ha trovato qualcosa di fantastico, come testimonia la quarta piazza. Forse è mancato qualcosina nel passo, considerato che ha terminato qualche posizione indietro rispetto a dov’è partita. Complessivamente, comunque, molto bene. Mezzo voto in più per aver lottato ruota a ruota nel tratto Maggots-Becketts con Megan Bruce una decina di volte. Avanti tutta.
I voti delle ultime
Ella Stevens, 5. Di nuovo undicesima in qualifica, perde qualche posizione in partenza sabato e non riesce ad andare oltre la P14. Avvio decisamente migliore il giorno dopo, ma qualcuno aveva altri piani. Dopo aver subito il sorpasso da parte della Ferreira, la brasiliana gira come se non ci fosse nessuno (in rettilineo, per giunta) e la prende in pieno, costringendola a parcheggiare a bordo pista. Ma a prescindere da questo incidente, resta ancora indietro rispetto alle compagne Felbermayr e Lloyd. Bisogna cambiare passo.
Esmee Kosterman, 5. Cambia la melodia, anche se c’è ancora parecchio da lavorare. Quantomeno si è scrollata dall’ultima fila al venerdì. Riesce anche a compiere dei buoni sorpassi. Così i commissari le rifilano cinque secondi, a caso, per evitare che il weekend finisse bene. Può ripartire da queste piccole note positive per rialzarsi, soprattutto in vista di Zandvoort.
Jade Jacquet, 3.5. Mezzo voto in più per aver schivato tempestivamente l’incidente tra Stevens e Ferreira. Piuttosto generoso, perché per il resto siamo davanti di una catastrofe. Ultimissima ovunque, tranne domenica, in cui qualcosina ha recuperato ma niente di che. Insomma, va bene che è il primo anno, ma siamo molto lontani da altre debuttanti. Si spera per lei che riesca a trovare in fretta la quadra giusta.
Pagelle F1 Academy Silverstone: voti bonus
Chiara Bättig, 3. Vorrei aprire una parentesi. La livrea rossa di Wella Professionals ha portato ricordi dolceamari alla mente del sottoscritto, che più volte ha sognato quei colori nelle prime posizioni l’anno scorso con Joanne Ciconte. L’australiana ha fatto fatica per tutta la stagione, lei ci ha messo un turno di libere per mettersi davanti a tutti. No, Chiara, non si gioca così con i sentimenti delle persone.
Silverstone, 2. Ok, tutti conveniamo che sia uno dei circuiti più belli che ci siano in calendario e che sia fondamentale per la sua storia. Ma ragazzi, che tristezza. Le gare sembravano delle processioni. Scelta più che bocciata per questa categoria, a differenza di Montreal. Certo che se guardiamo a F3 e F2 ci è divertiti parecchio. Forse conviene che Susie si metta a cercare di incrementare la potenza e l’aerodinamica delle vetture.

Medical Car, 10. Siamo arrivati a un livello di epicità che non credevo si potesse raggiungere. Penso di non aver mai visto nulla di simile. Sia Jade Jacquet che Esmee Kosterman stallano in partenza sabato sera. Il pilota se ne infischia allegramente, le scarta e segue il gruppone. Roba da leggende.
Lucio Rizzica, 10. È letteralmente ovunque. Dopo aver seguito la gara di Formula 3, riceve una chiamata da Stillitti e si ferma in cabina di commento. Resta per quattro giri e pronuncia i cognomi delle ragazze in ogni modo possibile. C’è una categoria che quest’uomo non segue? Multitasking.










