Nikola Tsolov scrive la storia a Silverstone: il bulgaro diventa il primo pilota della categoria e vincere ben 3 gare consecutive, e lo fa bissando il successo nella sprint race di ieri, con una partenza e un passo che sono semplicemente troppo per tutti i rivali.
Alle sue spalle un Villagomez in gran spolvero conquista il terzo podio negli ultimi 2 round e il primo in una feature race, mentre l’ormai ex leader del mondiale, Gabriele Minì, chiude una gara passata per buona parte nell’anonimato sapendo di vestire i panni dell’inseguitore adesso.

Cronaca della gara: troppo Tsolov
Rafael Camara parte dalla pole position mentre a completare la prima fila c’è Alex Dunne, alle loro spalle troviamo Kush Maini e Roman Bilinski, Nikola Tsolov scatta invece dalla terza fila. Assente in griglia invece Martinius Stenshorne poiché nel giro di assestamento verso la griglia il motore della sua Rodin Motorsport va in fiamme.
Allo spegnimento dei semafori, il pole-sitter ha un pattinamento da incubo e scivola per un attimo in P5, salvo poi risalire fino alla terza posizione nell’arco del primo giro.
A passare in testa è Kush Maini, ma ad aver avuto di gran lunga lo stacco migliore è proprio Nikola Tsolov che con grande coraggio trova un varco per salire fino alla P2.
Anche nel gruppone c’è bagarre e c’è chi ha avuto una super partenza, come Varrone; l’argentino partito diciannovesimo, si ritrova immediatamente a ridosso della zona punti in P11.
Beffa però per Camara, che si vede costretto a cedere nuovamente la terza posizione ad Alex Dunne a causa di un sospetto sorpasso avvenuto fuori dai limiti della pista in partenza.
Dopo 5 giri ecco che tutti i piloti partiti con le coperture soft iniziano a soffrire il forte degrado del circuito britannico mentre vengono fuori tutti quelli che avevano optato per le hard, ed ecco che al sesto giro inizia la girandola dei pit stop, con praticamente tutto il gruppo di testa che rientra per passare alle dure.
La lotta per la testa virtuale della gara tra Maini e Tsolov si sposta quindi a centro gruppo, con il pilota indiano che mostra una buona difesa per molti giri.
A guidare fisicamente la gara c’è però un velocissimo e super costante Villagomez, che mostrando un passo competitivo per tutto il suo stint su gomma dura, rischia di autoinvitarsi alla lotta per la vittoria.
Intanto al giro 17 Sebastian Montoya è costretto al ritiro della sua Prema a causa di un problema alla sospensione posteriore destra dovuto ad un contatto nelle fasi iniziali con il suo compagno di squadra Mari Boya.
Ecco che al giro 20 arriva l’attacco decisivo da parte di Nikola Twsolov su Kush Maini, che continuava a difendersi strenuamente ovunque potesse: il bulgaro si porta all’esterno della curva copse e i due rimangono ruota a ruota anche nella sequenza di maggots e becketts, dove finalmente con una mossa straordinaria, Tsolov prende quindi la testa (virtuale) della gara, con un pensiero però sempre rivolto a Villagomez che continua come un martello a far segnare tempi minacciosi per il leader del mondiale.
Al giro 23 iniziano i pit anche per chi partiva su gomma dura: il primo a rientrare e Minì che esce in dodicesima posizione ma riesce a risalire un po’ la china grazie al vantaggio di mescola.
Un giro più tardi ecco che il leader della gara fino a quel momento rientra, e si mette a caccia del gruppo di testa, nell’ordine passa: Camara, Dunne, Goethe che rientra ai box e Maini, ma il gap di 6 secondi è troppo ampio per impensierire Nikola Tsolov, che vola verso la terza vittoria di fila, la sesta in stagione (a -1 dal record di Leclerc e Russell) e soprattutto verso la testa del mondiale.
Completano quindi il podio Villagomez e Maini, mentre alle loro spalle chiudono Dunne e Camara. Minì riesce a recuperare su soft fino alla sesta posizione, seguito da Leon. Buona P8 per Bilinski e a chiudere la zona punti troviamo Durksen e Inthraphuvasak.
Di seguito la classifica finale:











