Era già nell’aria da qualche giorno ma ora è ufficiale: Jonathan Wheatley non lavorerà più insieme ad Audi e nel suo prossimo futuro ci potrebbe essere l’Aston Martin.
L’ormai ex team principal del team tedesco era arrivato dalla Red Bull per coprire il ruolo di team principal ed essere la guida sotto la quale far nascere e crescere la nuova entrata Audi.
Tuttavia come spesso accade troppi volti importanti all’interno dello stesso team possono essere nocivi all’ambiente e alle prestazioni in pista e in Audi si erano già creati dei dissapori.
Alcune voci che circolavano parlavano infatti di rapporti molto tesi tra Jonathan Wheatley e Mattia Binotto, approdato in Audi dopo qualche anno lontano dal Circus dopo il licenziamento dalla Ferrari.
L’ingegnere britannico ha dunque deciso di lasciare il suo ruolo di team principal, per poter probabilmente coprire la stessa posizione in Aston Martin, alla ricerca di una guida dopo che Adrian Newey non si è dimostrato in grado di coprire il doppio ruolo.

Con Jonathan Wheatley agli adii ora la squadra è nelle mani di Binotto
In casa del team tedesco, secondo quanto riportato dall’Audi stessa tramite un comunicato ufficiale, il ruolo lasciato vacante sarà ricoperto dallo stesso Mattia Binotto che così oltre ad essere “Responsabile del progetto Audi F1” sarà anche team principal.
A tal proposito si è espresso il CEO di Audi Gernot Döllner ringraziando Wheatley per il lavoro svolto e affidando il team a Binotto per puntare alle posizioni di vertice nei prossimi anni:
“Siamo grati a Jonathan Wheatley per il suo contributo al progetto durante la cruciale fase di ingresso e gli auguriamo tutto il meglio per il futuro”.
“Mattia Binotto e il team continueranno a perseguire con determinazione il percorso che abbiamo scelto.”
“Il nostro obiettivo rimane invariato: stiamo concentrando tutti i nostri sforzi sulla costruzione di una squadra competitiva ai massimi livelli, in grado di lottare per i campionati del mondo di Formula 1 entro il 2030.”
“Svilupperemo costantemente le nostre strutture organizzative per raggiungere il nostro obiettivo comune in modo sostenibile.”










