E’ da diversi Gran Premi che il pilota inglese di Mercedes, George Russell, si lamenta della propria power unit e dalla potenza che essa gli fornisce, lamentando deficit con il proprio compagno di squadra e con le scuderie rivali.
Specialmente nei due ultimi appuntamenti, quello di Silverstone e di Spa in Belgio (nel quale Russell è stato costretto al ritiro dopo un contatto con Hamilton nel corso del primo giro di gara) i problemi alla parte elettrica del motore dell’inglese non sono di certo mancati.
Dopo il contatto con il pilota Ferrari infatti, lo scudiero di Mercedes si era aperto via radio violentemente contro la squadra, lamentandosi di problemi definiti da egli stesso inaccettabili nell’erogazione della potenza da parte della componente elettrica della power unit.
Il problema riscontrato da Mercedes
In seguito a tale avvenimento, il team con sede a Brackley ha avviato un’indagine per cercare di individuare e risolvere il problema evidenziato da Russell e sembrerebbe che sia stata individuata l’area critica: il software di gestione della power unit.
Esclusi dunque problemi di potenza e deficit di velocità massima, con la squadra che sta già lavorando a sistemi di correzione che arriverebbero però solo nel weekend di Monza.
Se si osserva la telemetria infatti, i riferimenti cronometrici e gli intervalli di tempo di Russell nel primo settore della pista di Spa-Francorchamps (caratterizzato da due lunghi rettilinei compreso il famoso rettilineo del Kemmel) sono simili ed in linea con quelli del compagno Kimi Antonelli, facendo così escludere appunto divari di potenza e velocità tra i due.
Già al termine delle qualifiche però gli ingegneri sembravano aver individuato nel software di gestione della power unit un campanello d’allarme e l’origine del problema, ma l’incidente e il ritiro dell’inglese dalla gara di domenica non ha permesso di verificare tale teoria nell’immediato.

Da quanto riporta Motorsport.com, il problema sarebbe insito in una porzione del codice del software tanto che tale dilemma avrebbe richiesto diversi giorni di analisi prima che si giungesse alla totale comprensione di esso.
Il software sembrava anticipare l’utilizzo dell’energia elettrica, causando un forte consumo di essa prima del dovuto e lasciando Russell a tutti gli effetti senza potenza e con un quantitativo di riserva di energia minore rispetto agli avversari.
Se infatti vi era un guadagno iniziale, tale vantaggio veniva poi perso nei settori successivi con una conseguente perdita di tempo dai competitors, come visibile dalla telemetria della vettura numero 63, specialmente nell’ultima parte della pista belga.
Alcune teorie vedrebbero collegato tale problema, seppur in piccola parte, anche allo stile di guida di Russell il quale amplificherebbe le già presenti difficoltà nella gestione della batteria e dell’energia da parte del software
Come spiegato anche dal Team Principal di McLaren (la quale utilizza i motori forniti da Mercedes), Andrea Stella, le power unit della squadra tedesca sarebbero in grado di memorizzare in modo intelligente le abitudini del pilota di gestione ed utilizzo della batteria e adattarsi allo stile di guida di esso.
Con un’anomalia del software, tale memorizzazione intelligente potrebbe dunque aver accentuato tali complessità.
Mercedes però rassicura e mette a tacere le speculazioni spiegando di aver individuato le criticità e che la risoluzione di esse non sarà ecessariamente connessa ad una sostituzione dell’intera power unit.
Le speranze di Russell per i prossimi Gran Premi
Russell dovrà dunque attendere i sistemi di correzione previsti per il GP d’Italia ma potrà essere quantomeno rincuorato dal fatto che nè il GP d’Ungheria, nè il successivo appuntamento a Zandvoort, presentano caratteristiche simili a Silverstone o Spa (piste cosiddette “energivore”), con la speranza dunque che non si ripresentino simili problematiche.










