Al termine del weekend in Catalogna, torna finalmente il format più atteso di tutti! Come di consueto, nelle pagelle saranno assegnati i voti ai trenta piloti in pista in questo fine settimana.
Senza ombra di dubbio, il migliore di tutti è stato Theophile Nael. Il francese di casa Campos ha imposto il proprio ritmo fin dalle prove libere, e ha convertito la sua terza pole consecutiva in una grandissima vittoria che lo rilancia nella lotta mondiale.

Molto bene anche i tre piloti del team VAR. In particolare, tra loro, va sottolineata la prestazione di Hiyu Yamakoshi, capace di inserirsi tra Nael e Ugochukwu nella Feature Race e di portare a casa un secondo posto dorato.
Lo statunitense ha commesso un errore non da poco nella Sprint Race, ma può comunque ritenersi soddisfatto del proprio fine settimana. Molti altri, invece, hanno parecchio lavoro da fare in vista dell’Austria: ecco allora le pagelle F3 Barcellona!
Il weekend dei contendenti al titolo
Ugo Ugochukwu, 7.5. Per la seconda volta si fa soffiare la pole position per una manciata di millesimi. Prova a recuperare terreno sabato dopo la partenza a griglia invertita, ma si gira completamente da solo cercando una manovra azzardata all’esterno di curva 3 e finisce per parcheggiare in ghiaia. Domenica perde la posizione allo stacco di frizione e termina sul gradino più basso del podio. Insomma, vista così sembrerebbe un disastro. Invece è ancora, meritatamente, leader del mondiale. Testa a Spielberg.
Theophile Nael, 10. Prova di forza a dir poco impressionante. Si impone fin dalle prove libere (in cui Campos ne aveva tre nei primi tre). Terza pole consecutiva, ai livelli di Camara lo scorso anno. Non si prende rischi non necessari nella gara corta e domina incontrastato la Feature Race. In netta ripresa mentale dopo aver perso una vittoria certa a Monaco. E ora si lancia all’inseguimento del proprio compagno.

Bruno Del Pino, 8. Il passaggio in VAR lo ha trasformato. Entra per la prima volta in Top 5 al venerdì da più di un anno. Poi si porta a casa due P6 che male sicuramente non fanno. Anzi, sono fondamentali per rimanere nel gruppo di testa e lottare per il titolo. Deve solo stare attento alla gestione gomme, perché domenica negli ultimi giri era più lento delle Porsche. Per il resto, ha tutte le carte in regola per giocarsela fino in fondo.
Freddie Slater, 7. Primo weekend in cui mostra effettivamente qualche difficoltà. Qualifica sotto le aspettative ma comunque tra i primi dieci, e grazie alla quale ottiene il secondo posto nella Sprint Race. Nella gara lunga riceve una penalità (correttissima) per un taglio al primo giro, con il quale ha guadagnato due posizioni. Termina ottavo anche a causa dell’elevata usura degli pneumatici. Insomma, meno brillante del solito. Ma può ripartire nel migliore dei modi già dal prossimo appuntamento
Brando Badoer, 8.5. Il ragazzo è in forma smagliante. Dopo il primo podio di Melbourne e una fantastica vittoria a Montecarlo, il pilota Rodin ha trovato il proprio passo e un’ottima costanza. Parte e termina in quarta posizione nella Feature Race, e riagguanta l’ultima posizione valida per i punti sabato dopo che gli è stata revocata una penalità (giustamente). Bravo ragazzo, continua così.
Il resto della Top 10
Enzo Deligny, 9. Si diverte e fa divertire tutti il ragazzo francese, in ottima condizione, che raccoglie sedici punti nell’arco del weekend. Non solo, ma si piazza in P5 in entrambe le gare, dimostrando un buon ritmo e un’intelligenza tattica non scontata. Difende molto bene e si toglie lo sfizio di sverniciare il compagno spagnolo all’esterno. Da tenere decisamente d’occhio.

Hiyu Yamakoshi, 9.5. Si prende la rivincita con il mondo, con la Federazione (che lo ha squalificato a Monaco) e con il team (che gli ha montato le sospensioni al contrario). Stampa un tempo spettacolare che lo porta a schierarsi terzo in griglia. Raccoglie quattro punti al sabato, mentre stacca la frizione meglio di tutti al via della Feature Race e si prende un meritatissimo secondo posto. Dopo questo fine settimana, VAR può essere certa di avere tre punte d’attacco per contrastare la supremazia di Campos.
Gerrard Xie, 8. Mi sembra assurdo scrivere il suo nome così in alto nelle pagelle. Siamo davanti a una delle più clamorose rinascite nella storia del motorsport. Settimana scorsa ha vinto a Montecarlo. Gerrard Xie ha vinto una gara di Formula 3. Non contento, a Barcellona parte in reverse pole e ottiene il secondo podio in due gare corte. Se qualcuno me lo avesse detto anche solo un mese fa, gli avrei riso in faccia. Bravissimo ragazzo.

Taito Kato, 7.5. Bersaglio preferito di Rizzica in telecronaca, decide che ne aveva abbastanza dei giochi di parole con il suo cognome e non parte sabato. Se ne pente e si schiera all’uscita della pitlane, poi recupera quindici posizioni. Domenica parte sesto e termina in zona punti, dopo essere stato preso a schiaffi a destra e a manca. Resta comunque la punta del team ART, che si candida al ruolo di “terza forza”.
Pedro Clerot, 4.5. Dopo aver fatto miracoli e aver ottenuto punti preziosissimi (persino un podio a Monaco), non riesce a portare a casa un buon fine settimana in terra catalana. Addirittura il peggiore del team Rodin in qualifica, e visto lo standard di Ho è da considerarsi un’impresa. Fa il possibile in gara e rimonta diverse posizioni ma non è chiaramente sufficiente. Serve rialzare lo sguardo e puntare a fare meglio in Austria.
I voti dei primi outsider
Ernesto Rivera, 7.5. Gli dèi del motorsport non lo lasciano in pace. A Melbourne manco lo hanno fatto correre. Nel Principato hanno assoldato Slater per colpirlo e portarlo al ritiro. Qui gli hanno gradualmente spento la macchina dopo tre giri nella Sprint Race. Fortunatamente gli lasciano finire almeno una gara a weekend, che il messicano chiude in settima posizione. Lasciatelo respirare un attimo, povero disgraziato.
Maciej Gladysz, 6.5. In redazione ci siamo innamorati di questo matto. In qualifica ne sorpassa otto in due curva per lanciarsi e fare il giro, salvo buttare il tutto alle ortiche alla prima staccata. Parte arretrato per delle penalità, che lo colpiscono anche sabato dopo una gara di rimonta. Domenica riesce a evitarle e, con una prestazione di prim’ordine, si porta a casa l’ultimo punticino disponibile. Con lui in pista state certi che non ci si annoia mai.
Alessandro Giusti, 5. Era tornato sugli standard della passata stagione settimana scorsa. A Barcellona si è plafonato esattamente a metà griglia, senza mai mostrare un minimo segnale di lotta o di attività. Serve ritrovarsi in fretta, caro Sandro, se si vuole provare a lasciare il segno quest’anno.

James Wharton, 9. Voto che va oltre alla prestazione complessiva. Questo ragazzo è riuscito a dare un barlume di speranza a un team che era allo sbaraglio, una squadra che non vinceva in questa categoria dal 2024, quando Dino Beganovic passò per primo sotto la bandiera a scacchi a Spa. Una vittoria mai in discussione, dopo essersi preso la testa della gara nei primi giri della Sprint Race. Con l’auspicio che, per il team italiano, questo sia un nuovo punto di partenza.
Noah Stromsted, 5.5. Una qualifica pietosa lo costringe inevitabilmente a remare e sgomitare per tutto il weekend. I suoi sforzi risultano vani, perché si è fermato ad un passo dalla zona punti sia sabato che domenica. Però, ragazzo mio, l’anno scorso eri riuscito addirittura a mettere in difficoltà Camara. Da potenziale contendente al titolo a una stagione, fin qui, deludente. Tocca darsi una svegliata il prima possibile.
Pagelle F3 Barcellona: il centro del gruppo
Tuukka Taponen, 7.5. Dopo un clamoroso doppio ritiro a Monaco, riesce finalmente a trovare la zona punti e con ottimi risultati. O almeno così è stato sabato, in cui ha terminato la corsa appena ai piedi del podio. Perché domenica, beh, è arrivato a farsi soprannominare Tapponen sul finale di gara da quel burlone di Lucio Rizzica. Evidentemente non ha gestito le gomme alla perfezione e ha perso sette posizioni in due giri. Però, dai, un segno di ripresa c’è stato.
Jin Nakamura, 3.5. Roba da non crederci. Ultimo in qualifica. Persino dietro al compagno di squadra coreano, ben più abituato alle posizioni di fondo classifica. Prova a recuperare il più possibile ma si deve accontentare di una misera P22 domenica. Si è spenta improvvisamente la luce? Si spera per lui che fosse un blackout momentaneo, anche perché è l’unico del team Hitech ad aver portato a casa punti (e potenzialmente l’unico in grado di farlo) fino ad adesso.
Louis Sharp, 6. Prova a non sfigurare rispetto al compagno con cui era arrivato ai ferri corti a Melbourne e, nonostante la luce accecante dell’australiano, brilla anche il neozelandese che ottiene i suoi primi punti in campionato. Poi solita storia, ma quella rimonta vale un voto sufficiente.
Kanato Le, 5.5. Si notano segni di notevole miglioramento. Costantemente a centro gruppo, con buoni sorpassi e difese rivedibili. Nulla a che vedere con i due che condividono il box con lui, sia chiaro. Ma dopo i punti di Monaco e la costanza di Barcellona, può puntare a far bene a Spielberg.

Mattia Colnaghi, 5. La P16 in qualifica lasciava aperto ogni scenario di battaglia. Così i meccanici di MP hanno deciso di montare un assetto leggerissimo. Talmente leggero che si sono dimenticati il motore e il povero Mattia ha dovuto parcheggiare in pitlane dopo tre giri. Nella Feature Race viene preso a sberle a destra e a manca e finisce diciottesimo. Necessario ritiro spirituale in Liechtenstein.
Le zone basse della classifica
José Garfias, 3.5. L’anno scorso, su questo tracciato, prendeva il sedile vacante di AIX Racing solo per un fine settimana. Paradossalmente, ha fatto meglio nella stagione passata piuttosto che in questo weekend. Passo inesistente, corpo a corpo rivedibile, resta nell’ombra di entrambi i compagni. Per non farsi mancare niente, si gira da solo e finisce doppiato. Nella Sprint Race.
Nicola Lacorte, 4. Poteva essere un altro fine settimana liscio, nonostante non fosse mai vicino alle prime posizioni. Ma bisognava mettere un po’ di pepe in una gara triste come quella di domenica. Intanto, come di consueto, finisce sotto investigazione. Poi prova a fiondarsi all’interno del proprio compagno di squadra, resta stretto all’interno e lo centra. Insomma, immaginiamo che clima disteso ci sarà stato nel debriefing in casa DAMS.
Nandhavud Bhirombhakdi, 4. C’è stato un bel miglioramento in qualifica, mentre sul passo gara siamo sui livelli di James Hedley prime. Per essere sicuro di non fare una buona gara, dopo delle difese interessanti e dei buoni sorpassi, Nicola tira dritto in curva 10 e lo manda in testacoda. Poteva andare peggio, poteva piovere.

Fionn McLaughlin, 3. Già settimana scorsa era rimasto intruppato nel traffico. Si poteva pensare che fosse Monaco, pista complicata per tutti. Ma anche in Catalogna non è mai entrato nei primi 20 anche se, clamorosamente, era il migliore del suo team in qualifica. Comunque, Red Bull ha silurato i propri piloti per molto meno.
Matteo De Palo, 4. Il confronto con i suoi compagni di squadra inizia a diventare pesante. Non si avvicina mai alle posizioni che contano, si gira ancora (in un contatto da lui causato, per giunta). Serve riprendere lucidità e risollevare lo sguardo immediatamente, perché c’è un motivo se Trident ha puntato su di lui.
I voti degli ultimi
Christian Ho, 3. Non sprecherò più di trenta parole per parlare di lui. Involuzione paurosa rispetto alla scorsa stagione. Termina penultimo in entrambe le gare, davanti a un doppiato per giunta. Inspiegabile.
Fefo Barrichello, 5. Si vede che ha la stoffa, come dimostrano i bellissimi sorpassi all’esterno e la cattiveria agonistica dimostrata. Manca ancora qualcosa per entrare nelle prime posizioni. Vista l’assenza di Benavides, toccherà a lui provare a trascinare la squadra.

Woohyun Shin, 4. Tira una randellata a David. Questo resta il suo unico highlight di un fine settimana incolore, passato insieme al pilota dello Sri Lanka. Non un segno di vita, non un sorpasso. Inquadrato solo per quel contatto. Lontano da tutto e da tutti.
Yehovan David, 4.5. Si prende una randellata da Shin. Questo resta il suo unico highlight di un fine settimana incolore, passato insieme al pilota coreano. Non un segno di vita, non un sorpasso. Inquadrato solo per quel contatto. Lontano da tutto e da tutti.
Ricardo Escotto, 5. Non sfigura più di tanto alla sua prima apparizione nella categoria. Anzi, si mette dietro entrambi i compagni nella gara più lunga. Difficile pensare a posizioni migliori di quelle ottenute per il suo debutto, ma ha la possibilità di rifarsi settimana prossima. Intanto, qualcuno dica a Rizzica di non fare battute anche sul suo cognome, grazie.
Pagelle F3 Barcellona: voti bonus
Autore pagelle, 4. Ma io dico, come si fa a saltare le pagelle di Monaco, abbandonando a sé stessi la clamorosa vittoria di Xie, la prima di Badoer, il doppio ritiro di Taponen, la squalifica di Yamakoshi e il debutto di Rivera? E pensare che aveva tutti i voti pronti. Qualcuno dovrebbe iniziare ad abbassargli lo stipendio…
Direzione gara, 10. Finalmente. Viene fatto entrare il mezzo di soccorso per recuperare la vettura di Rivera e viene scelta la via più sicura: Safety Car deployed. Siamo qui a festeggiarlo come un traguardo, quando in realtà questa manovra dovrebbe rappresentare la prassi e il buon senso. Ci auguriamo, nel frattempo, che si prosegua su questa lunghezza d’onda. Almeno per quanto riguarda la sicurezza, perché per far arrivare le penalità per tempo la strada è ancora lunga.
Brad Benavides, 10. Senza di lui, il team AIX non si è schiodato dalle ultimissime posizioni nemmeno per sbaglio. L’infortunio rimediato a Montecarlo, probabilmente, lo terrà fuori dai giochi per un lungo periodo. Buona guarigione, ragazzo. E riprenditi in fretta, che qualcuno dovrà pur portare il pane a casa in quella squadra.
Lucio Rizzica – Matteo Pittaccio, 3. Ragazzi, vi si vuole un bene dell’anima. Però, per l’amor del cielo, controllatevi un po’ in cabina di commento. Certe battute su Kato arrivavano a livelli disarmanti. Ad una certa, il potere di Lucio ha avuto la meglio a tal punto che Matteo ha iniziato da solo a fare battute sul povero Escotto. Un po’ di contegno, singori.









