F1, Zak Brown all’attacco: “Le alleanze tra team danneggiano la Formula 1”

Zak Brown ha scritto una lettera di sei pagine alla FIA contro le alleanze tra team. Nel mirino ci sono situazioni come quella tra Red Bull e VCARB, con episodi che hanno sollevato dubbi.
Zak Brown & Christian Horner

Zak Brown, CEO della McLaren, ha scritto una lettera di sei pagine al presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem, chiedendogli di intervenire con regole più severe per eliminare le alleanze tra i team di Formula 1.

La lettera, di cui The Race ha visionato una copia, non nomina direttamente Mercedes e Alpine, ma arriva in un momento in cui la casa di Stoccarda sta valutando di acquisire una quota finanziaria nella scuderia francese.

Brown aveva già espresso pubblicamente la sua posizione sulla questione, chiarendo che vale per chiunque, senza eccezioni.

Brown cita anche il giro veloce di Ricciardo a Singapore

“Si applica a chiunque. Quindi, team A e B, comproprietà, a prescindere da chi sia coinvolto, io li disapprovo”, ha detto. “Non credo che faccia bene allo sport. Ma non è una questione personale né rivolta contro una squadra o un singolo individuo.

Nella lettera, Brown sostiene che la Formula 1 è oggi abbastanza solida finanziariamente da non aver più bisogno di strutture in cui un’unica entità controlla più scuderie. Anzi, a suo avviso, questo tipo di legami danneggia i team indipendenti e mette a rischio l’integrità dello sport.

Tra gli esempi citati, il giro veloce di Daniel Ricciardo con la Racing Bulls a Singapore 2024, utile a togliere punti bonus alla McLaren mentre Norris inseguiva Verstappen in campionato, e la recente richiesta a Liam Lawson di cedere la posizione a Max Verstappen a Miami.

Brown solleva anche il caso di Rob Marshall, costretto ad aspettare nove mesi per passare dalla Red Bull alla McLaren nel 2024, a fronte del trasferimento quasi immediato di Laurent Mekies dalla Racing Bulls alla Red Bull.

“C’è la reale preoccupazione che questo sport rischi di fare un passo indietro in termini di integrità ed equità, in un momento in cui il quadro normativo è stato concepito – con un notevole sforzo collettivo – per muoversi nella direzione opposta”, ha scritto nella lettera.

La richiesta è netta: “Dobbiamo eliminare qualsiasi ulteriore alleanza, sia essa di proprietà, di partecipazione strategica o qualsiasi altra forma equivalente di controllo o influenza, e dobbiamo lavorare insieme rapidamente per avviare il processo di scioglimento di quelle già esistenti, al fine di garantire che l’integrità futura dello sport non venga compromessa.”

Ben Sulayem: “La questione è complessa…”

Brown ha chiuso con una nota costruttiva, dichiarandosi disponibile a collaborare con la FIA per trovare soluzioni concrete attraverso modifiche ai regolamenti: “Credo che il lavoro svolto dalla FIA e da Liberty per creare 11 squadre solide, in un contesto di costi controllati, abbia dato vita all’era più competitiva di sempre nella Formula 1. “

“Crediamo che, affrontando quest’ultimo problema strutturale, la Formula 1 si incamminerà su un percorso ancora più solido, continuerà a prosperare e a raggiungere il suo apice. Dobbiamo solo assicurarci di garantire totale parità e integrità in ogni aspetto dello sport. Sono fiducioso che insieme possiamo raggiungere questo obiettivo.”

Anche Ben Sulayem sembra essere sulla stessa lunghezza d’onda. A Miami ha dichiarato: “Credo che possedere due (squadre, ndr) non sia la strada giusta – questo è il mio punto di vista personale – ma stiamo valutando la questione perché è un ambito complesso.”

Abbiamo incaricato i nostri collaboratori di valutare se fosse possibile, consentito o giusto. Esiste un aspetto sportivo. Se perdiamo lo spirito sportivo, credo che non ci sarà più alcun supporto. Quindi, personalmente, non sono d’accordo al 100%.”