Stefano Domenicali, CEO della Formula 1, torna a rispondere a chi accusa lui e Liberty Media di aver rovinato lo sport. Il dibattito sul nuovo regolamento tecnico è ancora aperto, e stavolta è il numero uno della F1 ad avere l’ultima parola, almeno per ora.
Torna quindi a far discutere uno dei principali dibattiti del 2026, in attesa del rientro in pista in Canada con Kimi Antonelli che arriva da tre vittorie consecutive e una Ferrari che è, almeno per il momento, costretta a rincorrere.
In una conversazione con il giornalista Leo Turrini su QN, suo amico di vecchia data, il CEO non si è sottratto alle critiche dei cosiddetti “puristi”, anzi ha rivendicato di essere uno di loro.
Domenicali a QN: “Mai avute così tante donne e giovani come spettatori”
“Io sono uno di loro – ha detto – anche se… generazionalmente sono un boomer e figuriamoci se non comprendo istanze e rimostranze di quanti amano giustamente definirsi ‘puristi’. Dopodiché, il mondo cambia e le cose evolvono. Non automaticamente in modo migliore, talvolta sono necessarie correzioni. Ma dire che la moderna F1 è tutta una schifezza, insomma, anche no“.
Sul regolamento tecnico, argomento che tiene banco da mesi, Domenicali ha voluto chiarire che la responsabilità non è di Liberty Media: “Qui non è in discussione il fatto che con le nuove regole sia cambiato il modo di guidare le monoposto. È vero – ha confermato Domenicali – ma è accaduto anche in passato e capiterà ancora. Ovviamente questo regolamento non l’ho scritto io, non l’ha imposto Liberty Media.”

“È stato concordato tra federazione internazionale e Costruttori, ormai qualche anno fa. È puerile fare passare il tutto come frutto di un gigantesco complotto. Ma di chi? Per che cosa?”.
A chiudere il ragionamento, qualche dato che il CEO della F1 porta come argomento a suo favore: la Formula 1 non è mai stata così seguita, soprattutto tra i giovani e le donne. Un fenomeno che, come tiene a precisare, era già in atto prima del nuovo regolamento: “Ho detto che le cose cambiano e nel presente la Formula 1 non è mai stata così popolare, non ha mai avuto un seguito così importante tra i giovani e tra le donne.
Certamente non dipende dal nuovo regolamento tecnico, perché questo trend si era già consolidato con le vecchie norme, quando dominava la Red Bull di Verstappen. Penso servirebbe un equilibrio nei giudizi: a Miami abbiamo visto un week end spettacolare”.










