Durante la sosta forzata dovuta alle tensioni internazionali, la Formula 1 sfrutta il momento per affrontare uno dei temi più discussi, ovvero: il rapporto di potenza tra componente elettrica e termica negli attuali motori.
Le criticità:
Nel corso della stagione 2026 si sono verificati diversi episodi che hanno evidenziato la necessità di rivedere l’attuale ripartizione tra sistema ibrido e motore a combustione. Su tutti, l’incidente tra Bearman e Colapinto a Suzuka, causato da un improvviso rallentamento dell’Alpine del pilota argentino, che non ha lasciato alcun margine di reazione al portacolori Haas. Un episodio analogo si è verificato sempre in Giappone, con la Mercedes di George Russell che ha improvvisamente perso velocità, favorendo il sorpasso – non senza rischi – di Charles Leclerc.

Le modifche previste per Miami:
La Federazione, in tutta risposta, in data 20 aprile 2026, ha deliberato alcuni correttivi mirati a ridurre le marcate differenze di velocità emerse nei primi tre appuntamenti stagionali. In particolare, la capacità di ricarica della batteria durante il giro di qualifica è stata ridotta da 8 a 6 MJ; inoltre, la FIA ha limitato la potenza erogabile dei motori elettrici a 250 kW in specifiche zone dei tracciati.
I possibili cambiamenti ai motori:
Secondo la testata giornalistica The Race, la Federazione starebbe valutando un’ulteriore revisione del cosiddetto power split, passando da un rapporto 50/50 a 60/40. L’ipotesi includerebbe batterie da 4 MJ a partire dal 2027 e un incremento della potenza del motore termico da 400 a 450 kW, con l’obiettivo di consentire ai piloti di spingere al massimo in ogni fase del giro. Tali modifiche, non sarebbero state prese in considerazione per la stagione in corso, in quanto gli attuali motori non sarebbero compatibili con un aumento della potenza erogabile.
Al momento, tuttavia, si tratta ancora di indiscrezioni: è quindi prematuro stabilire se tali cambiamenti verranno effettivamente approvati.










