Ferrari, Serra: “La pausa non influenza il nostro sviluppo”

Intervistato da motorsport.com, il direttore tecnico della Ferrari Loic Serra ha minimizzato gli effetti della pausa forzata dalle corse sullo sviluppo delle vetture
Lewis Hamilton, Ferrari, Cina 2026

Mentre il rientro in pista a Miami si avvicina, a Maranello si lavora per finalizzare il massiccio pacchetto di novità previsto per la SF-26 proprio in occasione della tappa statunitense.

Intervistato da Motorsport.com Italia, il direttore tecnico di Ferrari Loic Serra ha analizzato nel dettaglio come questa pausa forzata stia influenzando i flussi di lavoro in fabbrica, smorzando i toni su un possibile rallentamento dei programmi.

L’ex Mercedes ha voluto chiarire come la tabella di marcia del reparto tecnico non sia stata interessata dall’assenza di corse di questo periodo: “Il piano di sviluppo non nasce in una settimana o in un mese: è qualcosa che è stato impostato molto tempo fa. Quindi, in sostanza, segui il tuo piano di sviluppo. Non sei davvero influenzato dal fatto che non ci sia più una gara o due”, ha detto Serra.

Ferrari: a Miami un doppio pacchetto di aggiornamenti

Il francese ha confermato l’intenzione di mantenere un approccio aggressivo: a Miami, difatti, la Ferrari porterà in pista sia le novità inizialmente previste per il Bahrain, sia gli sviluppi programmati specificamente per la tappa statunitense. Si tratta di una scelta che comporta inevitabili incognite, poiché la mancanza dei dati delle gare di Sakhir e Jeddah rende più complessa la diagnosi di eventuali anomalie dovute ai nuovi pezzi.

Serra, tuttavia, ha minimizzato i rischi legati a questa minore comprensione dei dati in pista: “Un modo per rispondere è questo: quando pensi alla SF-26, abbiamo iniziato lo sviluppo della vettura all’inizio del 2025, e poi passi un anno o più a svilupparla senza testare nulla, senza provare davvero la macchina”.

Charles Leclerc, Scuderia Ferrari, Cina 2026
Charles Leclerc, Scuderia Ferrari, Cina 2026

“Quello che impari arriva dal lavoro invernale, dallo sviluppo virtuale, quindi porti in pista una vettura che non hai mai fatto girare. Se la metti così, e la confronti con il fatto che ti mancano due gare, direi che è una cosa piccola”, ha spiegato il tecnico di Nancy.

“È chiaro che più giri, più impari, e questo vale per tutti. Ma dire che questo compromette il modo in cui affronti lo sviluppo, o che metterebbe più o meno a rischio il programma, non credo sia il caso”.

Serra sulla correlazione: “Viene solo congelata per un po”

Il rinvio di alcuni round stagionali ha inevitabilmente creato un buco nei database degli ingegneri relativamente alla correlazione simulatore-pista, rallentando quel processo di affinamento che avviene tra un GP e l’altro:

“Come dicevo prima, più giri in pista fai, più impari sulla tua vettura, più impari sulle gomme, più impari sull’insieme. Quindi, quando hai meno attività in pista, questo processo di apprendimento non avviene”, ha detto Serra in merito.

“In un certo senso congela la correlazione per un po’, per due o tre settimane in più, ma è solo un congelamento. E non ti impedisce di sviluppare sulla base di ciò che hai già imparato finora. È semplicemente una piccola interruzione nel ritmo di apprendimento sul fronte della correlazione”, ha continuato Serra.

Il piano di sviluppo della Rossa, dunque, non subirà deviazioni: “Se questo periodo cambia il tipo di aggiornamenti che porteremo? Non molto. In pratica hai un piano di sviluppo, e lo segui. È più che pianifichi lo sviluppo, ma poi bisogna distinguere tra la pianificazione e ciò che scopri”.

“Ma in nessun modo questo modifica ciò che stai trovando, perché il fatto di non correre non cambia davvero ciò che scopri o non scopri in fabbrica. Quindi non cambia il tuo approccio”, ha concluso il francese.

Manca ormai poco più di una settimana al ritorno in pista a Miami: staremo a vedere se la scelta di Serra di accorpare i pacchetti evolutivi pagherà in termini di performance, o se la carenza di dati preventivi creerà grattacapi alla stabilità della SF-26.