È Joshua Durksen a trionfare a Melbourne, il paraguaiano mantiene la testa per praticamente tutta la gara e vince alla prima in Invicta, a completare il podio ci sono Noel Leon e Alex Dunne, ma a prendersi la scena, con una rimonta pazzesca è stato il palermitano Gabriele Minì.
Grande delusione per Stenshorne, che per una penalità molto severa vede sfumare sia il podio che i punti.
F2 Il riassunto della sprint
Allo stacco della frizione il poleman Inthraphuvasak mantiene la leadership mentre alle sue spalle Joshua Durksen viene superato da Ollie Goethe, buono spunto anche per Tsolov che prende la quarta posizione su Camara.
Il primo giro procede in maniera piuttosto regolare per tutti, fino a che Goethe, dopo essere stato superato da Durksen, perde il controllo della sua MP in curva 12 riuscendo a ripartire in fondo al gruppo, così come Varrone, che cercando un sorpasso all’esterno nella penultima curva, finisce in testacoda nell’erba.
Dopo il sorpasso su Goethe, Durksen mostra un ottimo passo e arrivato a curva 9 si prende la testa della corsa con un sorpasso all’esterno di Inthraphuvasak.
Infuria la lotta per il podio alle loro spalle, Camara infatti prima compie un super doppio sorpasso su Maini e Tsolov, ma poi viene superato dallo stesso Maini e da Leon, che senza perdere tempo si prende la terza posizione sull’indiano in staccata della 11.
Poco più tardi arriva deciso Stenshorne all’esterno di Tsolov in curva 1, che di spazio però ne concede poco, il norvegese quindi passa, ma lo fa tagliando la curva e perciò si vede assegnata una penalità di 5 secondi che come vedremo, a fine gara peserà moltissimo.
Chi lì dietro sta letteralmente volando però è Gabriele Minì, che in appena 3 giri è passato dalla P21 alla P12, mostrano un passo e una sicurezza a tratti disarmante per tutti gli altri, che non possono far altro che vederlo sfrecciare.
La lotta per il podio non è però di certo finita, e se Maini viene risucchiato dal gruppone finendo in P8, Stenshorne è invece in forte risalita, arrivando perfino ad attaccare la quarta posizione occupata da Camara.
Mentre Minì continua la sua furiosa rimonta che lo vede addirittura in P6, Colton Herta colpisce in curva 4 l’incolpevole Tsolov che scivola così nelle ultime posizioni.
Qualche giro più tardi ecco che una safety car rischia di mescolare le carte in tavola: nel cambio di direzione tra la 6 e la 7, Mary Boya ha uno snap mentre cercava di impensierire il suo compagno in Prema Montoya e finisce contro le barriere.
Cercano di approfittare della vettura di sicurezza Herta, Villagomez, Tsolov, Shields, Goethe, Varrone e Beganovic, che rientrano per montare pneumatici supersoft e sperare in un crollo per chi è rimasto fuori su coperture soft.
Si riprende al giro 19 e Durksen è impeccabile nella ripartenza; lo stesso non si può dire di Inthraphuvasak, che rimane un po’ piantato perdendo molto terreno sul paraguaiano, mentre un giro più tardi perde anche la seconda posizione a favore di Leon, che partito settimo è autore di una prestazione ottima.
Inizia proprio in questi ultimi giri, un crollo per il campione del mondo Formula 3 della passato stagione Rafa Camara, che perde nuemrose posizioni finendo addirittura in undicesima posizione.
Nella lotta per il gradino più basso del podio, negli ultimi due giri Inthraphuvasak viene superato sia da Stenshorne prima, che da Dunne poi, ed in virtù della penalità che pende sul norvegese, è proprio Alex Dunne a concludere in P3.
Risultati
Vince quindi Joshua Durksen la prima gara dell’anno, seguito da Leon e Dunne, chiude a ridosso del podio Tasanapol Inthraphuvasak, mentre nel finale Miyata agguanta la quinta posizione.
Da applausi la prestazione di Gabriele Minì, che partito ventunesimo risale la claffisica fino ad un insperato sesto posto; chiudono la zona punti Van Hoepen e Bilinski.
Di seguito la classifica finale:











