Gabriele Minì si aggiudica la sprint race all’Hungaroring e guadagna punti importantissimi in ottica campionato, complice anche l’eccessiva foga di Tsolov che lo porta al ritiro dopo un incidente senza dubbio evitabile con Montoya.
Approfittano bene della situazione Dino Beganovic e Laurens Van Hoepen, che chiudono a podio dopo i ritiri davanti a loro, mentre un ottimo Rafael Camara chiude quarto dopo essere partito dalla quinta fila in nona posizione.
Buona prova anche per ART GP che chiude bene e a punti con entrambe le vetture, P5 per il poleman Maini e P6 per Inthraphuvasak, non senza una piccola lotta interna nelle fasi centrali della gara.
Recap della sprint: Minì paziente, Tsolov decisamente no
Non è stata sicuramente la più elettrizzante gara di Formula 2 degli ultimi tempi, ma le emozioni non sono mancate nonostante i piloti fossero molto concentrati sula gestione degli pneumatici e meno sul passo puro, spesso “addormentato” per non surriscaldare le gomme.
In partenza il gruppone si apre a ventaglio e tra i primi, ad aver avuto lo spunto migliore e senza dubbio Tsolov che partito quarto riesce a guadagnare la terza posizione su Beganovic, mentre in testa la situazione rimane invariata: Montoya conduce e Minì lo segue.
Il colombiano cerca di aprire il gap nel corso del primo giro, ma il palermitano è furbo e decide di pazientare per i primi giri, per poi, nel corso della settima tornata, rifarsi decisamente sotto per tentare l’attacco.
Il messaggio del team MP Motorsport al pilota in corsa per il titolo però è chiaro, non vogliono che Gabriele esageri nell’attacco chiedendo troppo alla gomma, soprattutto senza la certezza di chiudere la manovra e prendere la leadership, per cui Minì mostra molta maturità senza mai affondare davvero il colpo fino al giro 17, in cui, dopo una fase quantomeno monotona della sprint race, il palermitano con una manovra intelligente completa l’incrocio in curva 1 dopo aver indotto il rivale al bloccaggio dell’anteriore; da qui in avanti nessuno riuscirà più a impensierirlo.
Mentre a centro gruppo si accende la lotta tra le due ART, con Maini che finalmente riesce a mettere il compagno di squadra alle sue spalle, davanti ecco che abbiamo una piccola anteprima di ciò che succederà qualche giro più tardi: Tsolov nonostante la distanza quasi proibitiva dalla Prema di Montoya decide comunque di cercare uno spazio all’interno, arrivando a bloccare l’anteriore e per questione di centimetri riuscire ad evitare il contatto.
Contatto che però inevitabilmente arriva al giro 21, e sarà fatale per entrambi: stessa dinamica, Tsolov insegue ma non è ancora abbastanza vicino da poter essere davvero in grado di chiudere la manovra, eppure, nonostante mancassero ancora molti giri, e nonostante essendo leader del campionato non possa permettersi qiesti errori, decide comunque di buttarsi all’interno, arrivando alla corda senza alcuna possibilità di chiudere la curva e centrando in pieno l’anteriore destra deell’incolpevole Montoya.
Ritiro per entrambi appunto e regime di VSC attivo per un paio di giri, con Tsolov che continua a mangiarsi le mani, poiché se la manovra dovesse essere giudicata meritevole di penalità, essa consisterà in un grid drop per la gara lunga di domani, inspiegabile l’irruenza del bulgaro.
Ad animare gli ultimi giri di gara c’è l’altra Campos, quella rimasta in gara, ovvero quella di Noel Leon, che prima compie una manovra molto aggressiva ma efficace ai danni di Durksen in curva 2 per la settima posizione, spingendo anche il pilota Invicta leggermente sull’erba dopo un incrocio di traiettore, e poi si vede assegnare una penalità di 5 secondi per un infrazione sotto VSC; proverà ad aprire il gap sui piloti alle sue spalle ma alla fine non basterà e si troverà fuori dai punti.
Eccoci quindi alla bandiera a scacchi: Minì conduce diligentemente e porta a casa una vittoria cruciale (con giro veloce) che riduce sensibilmente il distacco in testa alla classifica, mentre chiudono il podio Beganovic e Van Hoepen.
Buona prova come dicevamo prima per Camara, seguito dalle ART, poi dal compagno Durksen, che riprende la settima posizione a seguito della penalità di Leon, e Martinius Stenshorne che chiude la zona punti.
Di seguito la classifica completa:











