Intervistato di recente da Motorsport.com Italia, Riccardo Ceccarelli, fondatore di Formula Medicine e preparatore mentale stimatissimo all’interno del Circus, ha messo in evidenza la preparazione psicologica di Charles Leclerc, definendolo uno degli atleti più evoluti sotto questo aspetto.
Il rapporto tra il monegasco e il centro di Viareggio affonda le radici nel passato, quando Leclerc era poco più che un bambino con un talento già fuori dal comune.
“Era venuto da noi a 11 anni e ha ammesso che quell’esperienza gli aveva cambiato la vita perché aveva capito subito cosa lo portava a commettere degli errori. Aveva già l’autoconsapevolezza dei suoi limiti quando correva in karting”, ha spiegato Ceccarelli.
Ceccarelli: “Leclerc più duro con sé stesso che con il muretto”
A colpire il medico italiano è stata soprattutto l’umiltà del pilota della Ferrari, dote rara tra i professionisti che spesso faticano ad ammettere le proprie lacune.
“Quando un atleta viene da noi gli chiediamo se ci può dare delle indicazioni su cosa vorrebbero lavorare e Charles subito mise in luce gli aspetti mentali. Mi sono interfacciato con piloti di Formula 1 che ancora non sanno maturare delle scelte; arrivano convinti di non avere problemi e si sentono perfetti”.
“Leclerc a 11 anni aveva già l’obiettivo di crescere a livello mentale e ha cercato qualcuno che lo aiutasse a lavorare su queste cose. La consapevolezza unita all’umiltà è stata una componente importante che gli ha permesso di arrivare dove è”.
“Basta guardarsi intorno e si vedono giovani piloti che si sono persi per strada perché non hanno saputo alimentare il talento nella migliore maniera possibile”, ha proseguito il fondatore di Formula Medicine.

“Charles ha una capacità di estrarre mentalmente il suo talento quando serve e questo lo aiuta a mettere tutto insieme nel giro secco. Ma l’atleta moderno si fonda sull’intelligenza e sull’apertura mentale di saper affrontare ogni criticità con umiltà e capacità analitica”.
“La forza sta nel mettersi sempre in dubbio, nella consapevolezza che si può sempre migliorare. Leclerc è uno che quando commette un errore non se lo perdona per due giorni e rimane lì a pensare, mentre se lo sbaglio, per esempio, lo fa il suo muretto lo cancella dopo due ore. È più propenso a perdonare chi lo ha danneggiato, mentre è durissimo con sé stesso”, ha concluso Ceccarelli.
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