Alpine e Mercedes, Brown non ci sta: “Sarebbe un errore per la Formula 1”

Zak Brown, CEO della McLaren, si scaglia contro la possibile alleanza tra Mercedes e Alpine e non risparmia nessuno: nel mirino finiscono anche Ferrari e Haas.
Alpine Cina 2026

Il CEO della McLaren Zak Brown torna a farsi sentire su uno dei temi più dibattuti del paddock. Intervenuto a Sky Sport UK, Brown ha espresso la sua contrarietà alla possibile alleanza tra Mercedes e Alpine, inserendo la questione in un discorso più ampio sulla correttezza sportiva in Formula 1.

Il contesto è noto: nelle ultime settimane, come avevamo già raccontato, è emerso che Mercedes starebbe valutando l’acquisto della quota del 24% attualmente detenuta dal gruppo di investimento americano Otro Capital in Alpine, diventando così azionista di minoranza della scuderia francese.

E’ importante chiarire che ufficialmente non si tratterebbe di una squadra junior, ma le discussioni su una possibile collaborazione più stretta tra i due team hanno subito acceso il dibattito. Brown, da sempre critico nei confronti della comproprietà e delle alleanze A/B tra scuderie, non ha cambiato posizione.

Il punto di Brown sulle alleanze tra team

Il ragionamento del CEO della McLaren parte da una contraddizione che, secondo lui, non può essere ignorata. Nell’ambito del recente Accordo della Concordia si è discusso se obbligare la Red Bull a cedere il team Racing Bulls, proprio per limitare il potere delle strutture doppie. Aprire le porte a una nuova alleanza significherebbe andare nella direzione opposta.

Oscar Piastri, McLaren, Monaco 2025
Zak Brown con i piloti della Mclaren entrambi sul podio a Monaco nel 2025

“Nell’ambito dell’Accordo della Concordia si è discusso se, nel tempo, uno dei team dovesse essere ceduto”, ha spiegato Brown. “Ma nutro anche un grande apprezzamento per ciò che hanno fatto per questo sport e per come lo hanno fatto tanto tempo fa.”

“Quindi penso che, finché la situazione con Red Bull viene gestita e monitorata, vada bene. Ma certamente, aggiungere altro, credo sarebbe un errore per lo sport.”

Non solo Alpine e Mercedes: Brown attacca anche Haas e Ferrari

Brown non si è limitato alle dichiarazioni di principio. Ha portato esempi concreti di situazioni in cui, a suo avviso, la vicinanza tra team ha già danneggiato la competizione: dal caso Ricciardo a Singapore nel 2024, quando l’allora pilota dell’AlphaTauri strappò il punto del giro veloce alla McLaren per favorire la squadra gemella, fino alla vicenda della Racing Point del 2020, accusata di aver copiato i condotti dei freni della Mercedes, passando per i trasferimenti di dipendenti tra team affiliati senza compensazione economica.

“Quando vedi altre squadre che passano da una all’altra, e per di più senza compensazione finanziaria, questo rappresenta un vantaggio finanziario sleale. Questo è un vantaggio sportivo sleale.”

Abbiamo visto Ferrari e Haas spostare persone da una squadra all’altra, e sappiamo che con la proprietà intellettuale c’è molto in gioco a livello mentale.”

Per rendere il concetto ancora più chiaro, Brown ha usato un paragone calcistico: “Riuscite a immaginare una partita di Premier League in cui due squadre sono di proprietà dello stesso gruppo: una retrocederà in caso di sconfitta, mentre l’altra può permettersi di perdere? Questo è il rischio che corriamo.

Il nodo Mercedes: fornitore di motori e potenziale alleato di Alpine

C’è un elemento che rende la posizione di Brown particolarmente significativa: la McLaren utilizza i motori Mercedes. Parlare apertamente contro una possibile mossa della casa di Stoccarda non è cosa da poco.

Brown ha però tenuto a precisare che il suo ragionamento si basa su un principio generale, non su un’avversione personale nei confronti di Mercedes. Alla domanda se le sue critiche valessero anche per il caso specifico, ha risposto senza esitazioni: “Si applicano a chiunque. Quindi team A/B, comproprietà, a prescindere da chi sia coinvolto, io le disapprovo.

Non credo che faccia bene allo sport. Ma non è una questione personale né rivolta contro una squadra o un singolo individuo.”

Il punto centrale, per Brown, resta la percezione dei tifosi: “Ciò che allontanerebbe i fan è se non avessero la sensazione che ci siano 11 team di corse indipendenti.”

Horner in Alpine, il ritorno che Zak Brown non esclude

A margine del dibattito su Alpine, Brown si è espresso anche su Christian Horner, l’ex team principal della Red Bull licenziato a metà dello scorso anno. I due hanno avuto un rapporto teso per anni, quando i loro team si contendevano il titolo mondiale, ma ora i toni sono cambiati.

Christian era una grande personalità per questo sport“, ha dichiarato Brown. “Penso che sarebbe fantastico riaverlo in questo sport.”

“È un ottimo manager. Il suo curriculum parla da sé. Preferirei avere 10 team principal mediocri, ma questo non accadrà presto, e ci sono talenti enormi che emergono continuamente.”

E sul possibile futuro di Horner, Brown si è spinto anche oltre: “Sono sicuro che, vista la sua passione per questo sport e la sua età, sarei sorpreso se non tornasse a garegciare, che sia ad Alpine o altrove.”