Il nuovo ciclo regolamentare delle Power Unit ha creato molto caos all’interno del paddock viste le moltissime critiche. Con il nuovo ciclo infatti, le PU sono ripartite in modo uguale tra termico ed elettrico. I costruttori stanno chiaramente cercando di valorizzare l’attuale quadro tecnico.
In uno sport come la F1 che corre così veloce però si può restare fermi ad aspettare ma bisogna avere la capacità di guardarsi subito avanti e iniziare a pensare alla struttura del prossimo ciclo tecnico.
Lo sviluppo della Power Unit richiede tempo
Cinque anni fa furono gettate le basi per il ciclo tecnico appena entrato in vigore e si pensò specialmente allo sviluppare un regolamento capace di rispecchiare la traiettoria che allora veniva vista come la traiettoria, alla lunga, del mercato automobilistico, quella dell’elettrico. Ma è ancora così?

Per dare vita ai motori che vediamo adesso in pista ci sono dunque voluti 5 anni. Lo sviluppo di un motore in F1 è un esercizio estremamente complesso che richiede molto tempo.
Il prossimo cambio regolamentare arriverà molto probabilmente nel 2031 e garantirsi che i team avranno avuto il tempo necessario per sviluppare il loro motore al meglio è una priorità per la F1.
L’idea di Domenicali
La visione è condivisa pienamente dal CEO F1 Stefano Domenicali che ha ribadito, durante un’intervista a motorsport.com, l’importanza di definire la configurazione delle Power Unit dal 2031 in avanti entro la fine della stagione.

“Lasceremo che sia la FIA, con la propria visione, a coordinare ciò che potrebbe essere il giusto set di regolamenti da proporre ai costruttori e ai team [per il futuro, ndr]. Ovviamente saremo al fianco della FIA nel discuterne. Ma è qualcosa su cui, credo, quest’anno dobbiamo decidere quale potrebbe essere il prossimo passo” ha affermato Domenicali.
“Certo, si può dire che l’attuale regolamento in termini di governance scade alla fine del 2030. L’accordo rientra in quel quadro. Dopo di che, la FIA ha la possibilità di produrre un set di regolamenti in cui o si prende o si lascia. Su questo saremo sicuramente insieme alla FIA. E poi si tratterà di capire se esiste la possibilità di anticipare qualcosa oppure no. Sarà parte delle discussioni che affronteremo adesso”.
“Penso che non possiamo perdere troppo tempo, perché il tempo sta passando così in fretta che torno a ciò che ho detto prima: se vogliamo essere abbastanza solidi da non ritrovarci con le spalle al muro, dobbiamo decidere il prima possibile”.
Rispetto a cinque anni fa, per rispondere alla domanda di prima, il trend sembra quello di un ritorno verso i motori ibridi. Ci si può dunque immaginare che questo sarà un aspetto che influenzerà la scelta della prossima Power Unit.
I costruttori sembrano spingere per un ritorno all’ibrido e con l’arrivo dei carburanti 100% sostenibili la soluzione sembra essere realisticamente buona.
Anche il presidente della FIA ha manifestato la stessa volontà di Domenicali di fare ritorno ad un sistema più tradizionale allontanandosi da una ripartizione 50/50.
Chissà se, come si era ipotizzato lo scorso anno, non stiano prendendo in considerazione anche un ritorno al V8 o al V10 ai piani alti anche se questo sembrerebbe essere meno probabile per vari fattori.

“È qualcosa che dobbiamo rispettare. Voglio solo essere sicuro che sia chiaro: va rispettato. Perché in questo momento avere un costruttore che investe in Formula 1 è qualcosa di incredibile, e merita il nostro totale rispetto. In un contesto del genere non puoi permetterti di darlo per scontato”, ha poi affermato Domenicali riguardo quanto detto da Honda: l’uscita dalla F1 in caso di un non ritorno all’ibrido.
La scelta di semplificare il motore renderebbe inoltre le vetture più leggere e agili. Domenicali ha affermato che questo aspetto potrebbe favorire lo spettacolo.
Domenicali ha poi concluso manifestando la centralità dei carburanti sostenibili in futuro e affermando di essere abbastanza soddisfatto sulla gara finora nonostante rimanga qualcosa da sistemare.










