Pagelle F1 Academy Canada: Paatz la migliore, male Dobson

Perfetta Mathilda Paatz, benissimo Palmowski e Countryman; bene Larsen, blackout per Ava Dobson: ecco le pagelle F1 Academy Canada
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Dopo un fine settimana intenso e pieno di azione, tornano le pagelle! Dopo le tre gare di Montreal, sono state analizzate le prestazioni delle diciotto ragazze in pista.

Per la fame dimostrata, la migliore di tutte è stata Mathilda Paatz, che ha portato a casa un podio e una vittoria nell’arco di poche ore.

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Dominio assoluto (se non per una piccola sfortuna) per Alisha Palmowski, che vola via in classifica e si lancia prepotentemente verso il titolo, anche se la strada è lunga. Benissimo anche Kaylee Countryman, la giovanissima classe 2010, che ottiene un bellissimo podio e punti pesanti.

Bene anche Alba Larsen, in ripresa dopo gli errori in Cina. In generale, tante ragazze possono ritenersi soddisfatte dei loro fine settimana. Per alcune, invece, c’è ancora parecchio lavoro da fare: ecco allora le pagelle F1 Academy Canada!

I voti delle prime cinque

Alisha Palmowski, 10-. Ebbene sì, abbiamo cercato il pelo nell’uovo. Ma siate clementi, conoscete il tono ironico di queste pagelle. Non la vede nessuno né in qualifica, né alla prima gara né tantomeno nella soporifera Feature Race in cui vince con il margine più ampio di sempre della categoria. La vede con il mirino, incolpevole, la compagna Megan Bruce che la manda in testacoda e la fa terminare fuori dai punti. Nonostante ciò, siamo davanti ad un dominio degno della migliore Abbi Pulling, e ora punta dritta verso il titolo.

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Emma Felbermayr, 7.5. Parte quarta in due gare su tre, a dimostrazione che la qualifica non è più un “problema”, se mai lo è stato. Ma lei si diverte sempre in partenza e stalla nella Opening Race. Nella seconda gara di sabato ci pensa Alba Larsen, che la colpisce e la manda in testacoda. L’austriaca recupera comunque fino a un’insperata P6. Salva bene il weekend con il secondo posto di domenica, ma ora i punti da recuperare sono venticinque e la britannica di casa Red Bull non ha intenzione di fermarsi.

Megan Bruce, 9. Fulmine a ciel sereno? Oppure l’inizio di qualcosa di diverso? Fatto sta che ha portato a casa un fine settimana pulitissimo, salvo aver preso senza colpe la compagna di squadra. Tolta questa piccola debacle, vola fin dal primo giorno: terza in qualifica, si prende due podi nelle due gare lunghe con passo, costanza e determinazione. Per giunta, in Tag Heuer non sono mai stati così felici e così avanti in termini di posizione (non che ci volesse molto, lo standard di Anagnostiadis era deprimente). Avanti tutta.

Megan Bruce
Doppietta Campos, con Alisha Palmowski davanti a Megan Bruce

Payton Westcott, 9. Cavalca l’onda della Cina e migliora ulteriormente in qualifica, prendendosi la pole position degli altri (Palmowski girava con una F2). Un eccesso di foga nel corpo a corpo con Megan Bruce la porta a saltare sull’erba e a danneggiare il fondo, compromettendo di fatto gara 1. Poi eredita il podio della Sprint e termina in P4 anche l’ultima corsa del weekend. Sta facendo molto bene finora, chissà che non possa lottare per qualche vittoria in futuro.

Mathilda Paatz, 10. Per la determinazione, per la garra, per aver gettato il cuore oltre ogni ostacolo. L’anno scorso, come wildcard, si è stampata nel muro del campioni. Quest’anno tutt’altra storia: quinta in qualifica (e in gara 3), prende di forza il podio alla prima gara e vince (dopo una penalità, ma con ottimo passo) la Sprint Race. Potenzialmente, potrebbe restare davanti per tutta la stagione. Ma noi lo sapevamo già dallo scorso weekend.

Mathilda Paatz reflects on maiden F1 ACADEMY victory - Aston Martin F1 Team

Il weekend delle inseguitrici

Nina Gademan, 6.5. Questa volta resta fregata e non parte in pole nella Sprint per la quinta volta in nove weekend (il che sarebbe stato clamoroso). Non è stato, tuttavia, un fine settimana da Nina Gademan. Due Feature Race anonime, seppur in zona punti. Poi, nel caos del contatto tra Palmowski e Bruce, va larga per evitarle ma si incastra sotto le barriere e torna ai box mestamente. Bisogna ripartire dagli aspetti positivi per tornare in alto.

Rafaela Ferreira, 7.5. Le tolgono la vittoria con la stessa crudeltà di chi finge di offrire una caramella a un bambino per poi mangiarsela davanti a lui. Cinque secondi di penalità all’ultimo giro (con i soliti tempi, ovviamente), con tutto il gruppo compatto dietro di lei, per una falsa partenza. Fortunatamente è arrivata ai piedi del podio nella prima gara, in cui si è intascata dodici punti preziosi. Dai Rafa, arriverà anche il tuo momento.

Ella Lloyd, 7. L’anno scorso aveva ottenuto tre secondi posti, il che spiega il passo fulmineo. Così venerdì, in qualifica, ha messo insieme due giri degni del miglior Latifi, non si è capito ancora bene perché. Dunque, invece di fare scorta di punti, si costringe a rimontare per tre gare di fila, e riesce a cogliere anche dei buoni piazzamenti. Si sarà anche divertita, ma serve ben altro per stare dove dovrebbe stare.

Alba Larsen, 8. I commissari sono stati ancora più cattivi con lei. Dopo aver festeggiato il suo primo podio nella Sprint, le viene assegnata una penalità (per giunta correttissima) verso le 22 ora locale, mentre il sottoscritto recuperava le ore di sonno perse. Nonostante ciò, ha messo da parte gli errori della Cina e si è rialzata abbastanza bene, anche se non è mai stata vicina alle prime. Tocca spingere al massimo a Silverstone.

Pagelle F1 Academy Canada: il centro del gruppo

Natalia Granada, 7.5. Qualche fatica in più nel trovare il giro secco rispetto allo scorso fine settimana. Lei se ne infischia allegramente e nel caos della gara a griglia invertita termina addirittura ad una posizione da un clamoroso podio. Recupera anche nella Feature Race, nella quale si prende quattro punticini. Si sta dimostrando un’ottima outsider, brava.

Countryman eyes first F1 Academy podium after strong start to 2026 Canadian  GP weekend - Pit Debrief

Kaylee Countryman, 9.5. Voto meritatissimo e tutti in redazione siamo fieri di assegnarglielo. La più giovane di sempre a partire in pole (classe 2010), che tramuta in una seconda posizione nella Sprint Race. Benissimo anche nell’altra gara del sabato, in cui termina in P7 dopo delle belle lotte. Mezzo punto in meno solo perché rema e annega nella pioggia di Montreal, facendosi superare anche dai detriti. Ma questo risultato è solo l’inizio per una ragazza che, potenzialmente, avrà un futuro raggiante in questo mondo.

Lisa Billard, 7. Decima in qualifica, risulta essere protagonista in qualche modo in tutte le gare. Al secondo giro della prima gara, dopo una buona partenza, prende Larsen e rompe l’ala. Nella corsa successiva si accoda a Natalia Granada e termina in un’ottima quinta piazza. Domenica invece viene colpita al primo giro da Ella Lloyd e termina in fondo. Come direbbe El Pipita Higuain, “è stata una montagna russa”.

The 3 Ellas leading McLaren's F1 Academy programme | GRR

Ella Stevens, 6. Sempre leggermente indietro rispetto alle posizioni che contano, ma conduce una buona gara venerdì che la porta alla P8 e a mettere quattro punti in tasca. Per sicurezza, onde evitare di ottenere due risultati utili consecutivi, stalla in partenza poche ore dopo. A ridosso della Top 10 anche nella Feature Race. Insomma, non brillantissima ma sicuramente sufficiente.

Ava Dobson, 3. Beh? Che succede? In qualifica non era neanche andata male, undicesima a pochi centesimi dalle avversarie davanti. Poi si è spenta la luce. Passo inesistente, finisce penultima nelle due gare lunghe. Dulcis in fundo, la wildcard le molla un sonoro ceffone che la spedisce a muro dopo poche curve. Forse è colpa della livrea di American Express e del fantasma di Nicole Havrda.

I voti delle ultime in classifica

Esmee Kosterman, 4.5. Stava per fare un miracolo nella Sprint Race, in cui termina a ridosso dei punti dopo che davanti a lei sono piovuti fulmini, missili e penalità. Ci riprova con meno fortuna nella Feature Race finendo in P12. Per il resto, stesso epilogo della Cina: troppo indietro per sperare in qualcosa di più. Per giunta, giusto per non infierire, ultima in qualifica e in gara 1. Le aspettative erano ben altre.

Rachel Robertson, 4. Non si è capito dove sia finita. Oscilla costantemente tra la P13 e la P15, senza mai mostrare veramente qualche segno di vita o di velocità. Si mette in mostra sabato, colpendo il muro dei campioni e piantandosi in mezzo al rettilineo. Per il resto, plafonata sul fondo dello schieramento. Sarà la maledizione della Puma (e sì, vale anche per il WRC).

Autumn Fisher, 6. Differenza abissale rispetto alla wildcard cinese. Tranne domenica, in cui finisce quasi doppiata. Per il resto, se l’è cavata discretamente, arrivando persino a sfiorare i punti nella prima gara. Persino in qualifica, in cui si è messa dietro due volte Esmee Kosterman e persino Ella Lloyd. Da seguire ora il suo percorso sulle monoposto per capire se, l’anno prossimo, potrà ambire a un sedile per tutta la stagione.

Jade Jacquet, 5. Si preannunciava un disastro epocale dopo la caduta libera di Shanghai. Invece, fortunatamente, ha mostrato un miglioramento sia nel passo in qualifica sia in gara, specialmente nel corpo a corpo. La strada per i punti è ancora lunga, nonostante non sia mai scesa sotto la P13 nelle tre gare. Ma può ricominciare da questo piccolo barlume per puntare prima ai punti e poi chissà.

Pagelle F1 Academy Canada: voti bonus

Safety Car, 10. Tolto il fatto che ogni volta ci mettono un giro intero per chiamarla in causa. Maylander a una certa era talmente sorpreso che è entrato in pista all’ultimo secondo. Si è trovato a fare la cosa più inaspettata di tutte: è stato lui a superare le altre vetture per sdoppiarsi. Una sentenza.

Montreal, 10. Nuovamente si mostra la pista perfetta per ospitare questa categoria. Tanti sorpassi, tanta azione in pista nonostanet Alisha Palmowski abbia messo il turbo e se ne sia andata già in partenza. Speriamo di tornare qui anche l’anno prossimo, ma visti i precedenti si tratta solo di mera burocrazia.

Commissari, 2. Ma io dico, ci rendiamo conto? Vent’anni per rimuovere la vettura di Rachel Robertson, tra l’altro facendo passare le altre macchine in rettilineo e non nei box. Tutta una gara per decretare una potenziale falsa partenza. Altre cinque ore per dare una penalità a una ragazza che già aveva festeggiato sul podio. Roba da non crederci.

Vicky Piria, 4 (10). Dove sei finita? Il povero Andrea era tutto triste in telecronaca. C’è anche da dire che il nostro amato Chinchero, palesemente costretto e stanco morto, ha contribuito a rendere mogia l’atmosfera. Questa volta te la abboniamo solo perché sei arrivata seconda a Vallelunga. Però la prossima volta pensaci bene prima di abbandonare la cabina di commento.

Andrea Stillitti, 10 e lode. Unico baluardo di certezza in un weekend di imprevedibilità. Lui c’è e non delude mai. Rischia di addormentarsi in compagnia di Chinchero durante la Feature Race ma non gliene si può fare una colpa. Non delude mai, sempre preciso e appassionato. Grazie mille, Andrea. Nel frattempo, vedete di recuperare Vicky per Silverstone.