I 22 piloti piloti più veloci del motorsport sono pronti a scendere in pista per una nuova ed emozionante stagione di Formula 1.
Con i numerosi appuntamenti che ci aspettano le emozioni non mancheranno e anche tutti i team dovranno essere rapidi, costanti e ingegnosi per essere coronati campioni alla fine della stagione 2026.
Da qualche anno infatti, la Formula 1 si sta aprendo a sempre più paesi sia per motivi commerciali che per un maggior seguito anche dai paesi in cui il circus non ha mai messo piede.
Questo ha portato il numero di gare annuali a 24, un numero molto elevato ma che non permette a tutti i tracciati di essere inseriti in calendario.
Ad esempio, al termine del contratto, il circuito di Imola ha dovuto dire addio alla classe regina del motorsport, almeno momentaneamente. Per questo, oggi vi parliamo delle scadenze dei circuiti di Formula 1.
Tabella dei contenuti
Australia
L’alba della Formula 1 nel 2026 come nella passata stagione, sarà ad Albert Park, il circuito australiano che ospita i team ininterrottamente dal 1996. Salvo le edizioni del 2020 e del 2021 saltate e causa del Covid.
La sua storia però risale a quasi mezzo secolo prima, quando nel 1953 ospitò per la prima volta un Gran Premio, per poi ritornare nel 1956 l’anno delle Olimpiadi di Melbourne.
Oltre alle edizioni sopra citate, il Gran Premio d’Australia è stato protagonista del calendario solo dal 1985 come gara di chiusura del campionato con sede ad Adelaide che vide Michael Schumacher essere incoronato per la prima volta campione del mondo nel 1994.
Dal 1996 però, le strade interne dell’Albert Park furono chiuse al pubblico e modificate per essere sede del Gran Premio d’Australia per più di 40 anni.
Il circuito australiano è infatti uno di quelli che hanno siglato uno dei contratti, al momento, più longevi della Formula 1: Albert Park ospiterà il circus almeno fino al 2037.
Un rinnovo di contratto molto recente ma scaturito sicuramente anche dalle ingenti modifiche fatte sia alla pista che alle attività per gli spettatori durante il week-end di gara.

Cina
Il continente asiatico ai giorni d’oggi ospita diversi gran premi di grande importanza, ma alla fine dello scorso secolo, era il Giappone a farla da padrone.
La diffusione della Formula 1 e l’aumento dei suoi fan ha però portato anche la Cina agli inizi degli anni 2000 a volere un Gran Premio.
Dopo che il governo stesso ne aveva commissionato la costruzione, nel 1999 la Cina si candidò per ospitare la Formula 1 a Zhuhai. Tuttavia il tracciato non rispettava tutte le norme FIA.
Dunque, venne costruito un nuovo circuito, quello di Shanghai che ospita la classe regina del motorsport dal 2004. Anche in questo caso però, il tracciato è stato colpito dall’arrivo del Covid.
Dal 2020 al 2023 infatti Shanghai non era presente nel calendario della Formula 1, sia per l’emergenza globale che per problemi finanziari affrontati dal circuito.
Dal 2024 è tornato però un appuntamento presente in pianta stabile e lo sarà almeno fino al 2030, anno in cui il tracciato cinese dovrà rinegoziare con Liberty Media per continuare ad ospitare la Formula 1.

Giappone
Dal 1987 il Giappone ha regalato ai fan di tutto il mondo grandissime emozioni, come i duelli all’ultimo sangue di Senna e Prost nel 1989 e nel 1990 o il primo titolo del Kaiser in Ferrari nel 2000.
Nonostante l’alternanza con il circuito del Fuji apparso però solamente nel 2007 e 2008 e la temporanea sospensione a causa del Covid nel 2020 e nel 2021, il circuito di Suzuka è uno dei tracciati che è presente nel calendario ufficiale da più tempo.
Spesso determinante per le lotte mondiale, al giorno d’oggi è la terza gara dell’anno al fine di diminuire il più possibile gli spostamenti e quindi l’inquinamento.
Il Gran Premio del Giappone però rischia il posto al momento, dato che il contratto che ne assicura la presenza durerà solamente fino al 2029.

Bahrain
Il Bahrain International Circuit, costruito in mezzo al deserto è stato il primo Gran Premio di Formula 1 corso in Medio Oriente, nel 2004.
Spesso la prima edizione di un nuovo circuito può essere ricordata per aver regalato una gara avvincente, ma nel caso dello stato orientale, il Gran Premio del 2004 viene ricordato per l’atroce caldo sofferto.
L’organizzazione non aveva infatti fatto attenzione alle temperature proibitive per i piloti e per le macchine, che nel corso dell’intero week-end di gara soffrirono notevolmente il caldo.
Nonostante ciò, il Bahrain continuò ad ospitare la Formula 1 fino ad oggi con regolarità, fatta eccezione per l’edizione del 2011 che fu annullata a causa di tensioni politiche interne al paese.
Gran Premio inaugurale nel 2006, nel 2010 e dal 2021 al 2024 anche grazie al fatto che il circuito di Manama ha rimpiazzato Barcellona come sede dei test prestagionali da ormai diversi anni.
Dal 2014 la gara in Bahrain viene corsa in notturna e nel 2020 fu uno dei tracciati che ospitò due edizioni per far fronte all’emergenza globale, che vide il terribile incidente di Grojean.
Sede di numerose lotte e di tanto spettacolo, il Gran Premio del Bahrain è destinato a rimanere nel calendario della Formula 1 almeno fino al 2036.

Arabia Saudita
La volontà del governo Saudita di essere sempre più influente nel mondo dello sport, ha portato la nazione orientale ad ospitare un Gran Premio nella città di Jeddah.
Presente dal 2021, il Gran Premio dell’Arabia Saudita ha già ospitato dei veri e propri drammi sportivi come la lotta tra Hamilton e Verstappen nel 2021 e continuerà a farlo almeno fino al 2030.
Nonostante ciò, la gara in notturna dal 2028 o 2029 potrebbe essere disputata nel Qiddiya Speed Park Track, un nuovo circuito futuristico che prevederebbe anche una tratta sopra elevata.

Miami
Il circuito di Miami è uno dei più giovani presenti in calendario ma ancora non ha conquistato i cuori dei fan. Dopo aver esordito nel 2022, ha regalato la prima vittoria in carriera a Lando Norris nel 2024.
L’attuale configurazione presenta una pista composta da 19 curve con al centro l’Hard Rock Stadium, ma è sempre stata criticata dagli spettatori, sia per il poco spettacolo che regala che per l’ambiente in sé.
Nonostante ciò, le ingenti risorse offerte a Liberty Media da parte del tracciato americano e la numerosa affluenza durante il week-end di gara, ha portato lo scorso anno al prolungamento del contratto fino al 2041, il più longevo insieme ad un altro di cui vi parleremo tra poco.

Canada
Dal 1978 sull’isola artificiale di Notre-Dame a Montréal va in scena il Gran Premio del Canada, uno dei più seguiti al mondo diventando nel 2005 il terzo evento sportivo più visto.
Il tracciato intitolato a Gilles Villenueve detiene il record della gara di Formula 1 più lunga della storia con più di 4h di gara sia a causa della pioggia che per il numero di incidenti.
Il circuito canadese è inoltre caricato di significato per molti piloti vincenti. La leggenda del “muro dei campioni” e la prima vittoria di Lewis Hamilton hanno reso speciale questa gara che rimarrà in calendario almeno fino al 2035.

Monaco
Se si pensa alla Formula 1 non si può non nominare Montecarlo. Una delle piste più storiche della Formula 1, in essere costantemente dal 1955 eccetto per il 2020 a causa del Covid.
“Correre a Monaco è come andare in bici nel salotto di casa” aveva detto Nelson Piquet molti anni addietro, ma forse è proprio questo che piace ai piloti.
Spesso sentiamo dire che a Montecarlo si vede il pilota più bravo, e forse è vero ma sicuramente le dimensioni delle monoposto stanno rendendo proibitivo vedere della gare mozzafiato nel principato.
Nel 2026 le auto saranno più leggere e piccole per favorire i sorpassi, mentre nel 2025 era stata introdotta la fallimentare doppia sosta obbligatoria.
Il circuito di Monaco negli ultimi anni è stato spesso sull’orlo di uscire dalla Formula 1, ma così non sarà almeno fino al 2035, grazie al recente accordo firmato.

Barcellona
Sede dei test prestagionali per molti anni, il circuito catalano ha rischiato di scomparire dal calendario, ma il recente rinnovo ne assicura la presenza nel 2028, 2030 e nel 2032.
Dal 2026 la Spagna avrà il nuovo e tanto discusso circuito di Madrid, qualora i lavori verranno ultimati in tempo, e nei mesi scorsi in molti si chiedevano cosa sarebbe successo alla scadenza del contratto con Barcellona nel 2026.
La soluzione è quella dell’alternanza, un destino che probabilmente coinvolgerà anche circuiti come Imola e Zandvoort, ma in cosa consiste?
Per avere sempre più paesi ospitanti senza però aumentare a dismisura il numero di gare nel corso dell’anno, Liberty Media ha pensato di disputare i GP ad anni alterni.
Nel 2026 vedremo ancora il Gran Premio di Barcellona, ma la prossima volta sarà tra due anni, nel 2028.

Austria
Il Red Bull Ring è sinonimo dal 2014 di lotte avvincenti e velocità. I soli 4,3km di lunghezza la portano ad essere una delle piste più corte del campionato e di conseguenza una delle più veloci.
Il circuito che porta il nome della Red Bull svetta tra le colline austriache e nel 2020 ha ospitato ben 2 GP per far fronte all’emergenza globale.
Nel giugno del 2025 inoltre, in occasione del week-end in terra austriaca, Liberty Media ha negoziato il prolungamento del contratto con la pista fino al 2041, garantendone la presenza per molti altri anni.

Gran Bretagna
Il Gran Premio di Gran Bretagna è un altro circuito che ha fatto la storia della Formula 1 e la continuerà a fare almeno fino 2034.
Nel 1950 ha ospitato il primo gran premio della Formula 1 nella sua intera storia e ha visto battaglie feroci come quella tra Hamilton e Verstappen nel 2021.
Prima delle modifiche apportate nel 1991, Silverstone era una delle piste più veloci presenti nel calendario di Formula 1. Le curve veloci di Copse, Stowe e Club sono sempre una sfida per i piloti che hanno dato luogo a manovre al limite delle leggi della fisica.

Belgio
Se molti fan della Formula 1 hanno esultato alla conferma di Montecarlo, lo stesso discorso non può essere fatto per il circuito di Spa Francorchamps.
Le difficoltà economiche del circuito hanno portato a rischio la sua presenza nel calendario e, nonostante sia garantita per il 2026, la pista belga vedrà le vetture di Formula 1 ad anni alterni.
Dopo il 2026 e il 2027, la vedremo infatti assente nel 2028. La scelta da parte di Liberty Media ha sicuramente scosso molti fan che si ricordano dell’esordio di Schumacher o della prima vittoria di Leclerc, ma i motivi economici spesso sono più che determinanti.

Ungheria
Il Gran Premio d’Ungheria ha un significato storico molto importante e non solo per la Formula 1. In essere dal 1986 è infatti il primo paese facente parte della vecchia URSS ad ospitare la classe regina.
Da allora l’Hungaroring ospita ininterrottamente i piloti anche se è ritenuto un Gran Premio poco spettacolare, in cui è molto difficile tentare il sorpasso.
Nonostante ciò, nel 2021 regalò la prima e al momento unica vittoria in carriera di Ocon e la pista rimarrà almeno fino al 2032.

Olanda
Il circuito di Zandvoort ospita la Formula 1 dal 1952 ma per molti anni non è apparso in calendario.
Dal 1986 al 2020 infatti i Paesi Bassi non hanno avuto un gran premio, ma le ingenti modifiche fatte al circuito, hanno permesso il suo rientro dal 2021.
La casa di Max Verstappen avrà però lo stesso destino del Belgio, dal momento che dopo il 2026, Zandvoort sarà una delle prime piste che non sarà presente in tutte le edizioni.


Spagna
Se per molti anni per “Gran Premio di Spagna” ci si riferiva a Barcellona, dal 2026 questo compito spetterà al Madring, il nuovissimo tracciato della capitale che al momento nemmeno esiste.
I lavori per il nuovo circuito cittadino sono infatti in una fase molto arretrata anche a causa dei numerosi comitati di protesta che sono stati organizzati contro questa decisione.
Il Gran Premio che dovrebbe disputarsi a settembre e fino al 2035 è dunque a rischio, e secondo i rumor degli scorsi mesi, la Turchia e Imola sono pronte a subentrare in caso di forfait.
Azerbaijan
Il circuito Azero della capitale Baku ospita la Formula 1 dal 2016 con la prima edizione conosciuta come il Gran Premio d’Europa.
Il tracciato cittadino detiene già numerosi record: ha infatti il rettilineo più lungo del campionato con oltre 2km di lunghezza, ma la pista passa anche per la parte storica della città, dove tra curva 8 e 9 la larghezza è di soli 7,9 metri, un record per la Formula 1.
Il Gran Premio di Baku ha visto delle battaglie che tutti i tifosi hanno ancora impressi nella mente, come quella tra Vettel e Hamilton o il doppio ritiro Red Bulla a seguito del tamponamento tra Ricciardo e Verstappen.
Oltre ciò, il lunghissimo rettilineo centrale ha fatto la storia della Formula 1. Valterri Bottas infatti nelle prove libere del 2016 raggiunse l’incredibile velocità di 378 km/h.
Apprezzato dai fan sin dalla prima edizione, il Gran Premio dell’Azerbaijan ha un contratto che durerà almeno fino al 2030.

Singapore
Il Gran Premio di Singapore è uno dei più caldi e afosi dell’intera stagione. La vicinanza all’equatore mette infatti a dura prova i piloti e le monoposto ogni anno.
Per questo motivo, il suo esordio nel 2008 è un pezzo di storia della Formula 1 dato che fu la prima gara nella storia a disputarsi in notturna e lo sarà almeno fino al 2028.
Gli oltre 1600 proiettori di luce a led del Singapore Street Circuiti sono stati infatti studiati in modo tale da evitare grandi problemi di visibilità per buio.
Nel 2020 e nel 2021 non si corse a causa del Covid, ma la primissima edizione fu causa di un grande scandalo sportivo, probabilmente il più grande degli ultimi decenni.
Il famoso Crash Gate dove Briatore obbligò il suo pilota Nelson Piquet Jr. a schiantare la sua vettura contro le barriere per far entrare la Safety Car e far vincere la gara a Fernando Alonso sulla Renault.
L’episodio è ancora oggi al centro di numerose polemiche, in quanto nella stessa gara il leader del mondiale Felipe Massa perse numerosi punti di vantaggio su Lewis Hamilton che venne poi coronato campione del mondo per la prima volta.
A causa del Crash Gate infatti, la gara doveva essere annullata, ma le implicazioni che avrebbe avuto una tale decisione portarono Bernie Ecclestone l’allora presidente della Formula 1 ad insabbiare la questione.

Stati Uniti
Come nel 2025, nella stagione 2026 l’America ospiterà 3 gare, ma il titolo di Gran Premio degli Stati Uniti spetta alla pista che da più tempo è nel calendario della Formula 1: Austin.
Nella storia la sede del GP americano è cambiata spesso come nei primi anni 2000 che si svolgeva ad Indianapolis. Ma dopo 4 anni di assenza, dal 2012 il Texas ospita la Formula 1.
Il tracciato che si distingue per il dislivello che porta alla curva 1 e per le molteplici e veloci curve presenti nel primo settore, vedrà il paddock della Formula 1 fino al 2034.

Brasile
Il Gran Premio del Brasile esiste sin dal 1973, ma solamente dal 1990 si è disputato ad Interlagos nonostante qualche edizione sia stata saltata a causa del Covid.
Dal 2005 al 2008 è stata sede di veri e propri drammi sportivi, dato che per ben 4 anni di fila la gara in Brasile fu decisiva per l’assegnazione del titolo mondiale piloti.
Le gare del 2007 e del 2008 sono quelle che sicuramente sono rimaste più impresse nei cuore dei tifosi, dal momento che contro ogni pronostico nel 2007 vinse Räikkönen il mondiale e l’anno dopo Hamilton venne coronato campione all’ultima curva.
Il tortuoso circuito brasiliano che presenta curve iconiche come la “S do Senna”, sarà presente in calendario fino al 2030.

Las Vegas
Sinonimo di spettacolo la città che vive di notte non ha deluso in quanto ad azione in pista nei primi anni in cui si è disputato il Gran Premio di Las Vegas.
Criticato da molti, il circuito americano è il terzo della nazione e nel 2023 ha visto uno dei sorpassi più al limite degli anni recenti ad opera di Charles Leclerc sull’ormai ex pilota Red Bull Sergio Perez.
Nonostante rimarrà in calendario fino al 2027, Las Vegas aveva già ospitato per due anni consecutivi la Formula 1. Nel 1981 e nel 1982 infatti, il circuito del Caesars Palace diverso da quello odierno, ha visto la Ford vincitrice per ben due volte.

Qatar
Il Gran Premio del Qatar fa il suo esordio assoluto nel 2021, sostituendo l’assente Australia ma la prima edizione fu caratterizzata da numerose critiche e problematiche.
Molti fan non accolsero ben volentieri di correre su un tracciato così stressante per le monoposto che infatti soffrirono molto l’usura delle gomme, oltre che il caldo torrido.
A partire dal 2023, al posto del circuito di Lusail, doveva essere inizialmente costruito un nuovo tracciato appositamente per le vetture di Formula 1 e non per la Moto GP.
Nonostante ciò, il nuovo tracciato non è ancora arrivato e non si sa se arriverà entro il 2032, data in cui scade il contratto del circuiti orientale.
Nel frattempo, per ovviare al problema delle gomme oltre a delle leggere modifiche ai cordoli ad ogni pilota è stato imposto un limite di 25 giri da effettuare su ogni treno di gomme.

Abu Dhabi
Eccoci arrivati all’ultima pista, Yas Marina che dal 2009 ospita la Formula 1 e spesso è stata protagonista di lotte drammatiche per il titolo mondiale.
Nel 2010 ad esempio ben tre piloti Alonso, Webber e Vettel si contendevano il titolo e in quell’occasione vinse un giovanissimo Sebastian Vettel.
Come dimenticarsi poi del tanto discusso titolo mondiale assegnato all’ultimo giro nel 2021 tra Hamilton e Verstappen.
Il Gran Premio che saluta la Formula 1 è però destinato a regalarci ancora tante emozioni, almeno fino al 2030.

La tabella con tutte le scadenze dei circuiti di Formula 1
| GP | CIRCUITO | SCADENZA CONTRATTO |
|---|---|---|
| Australia | Albert Park | 2037 |
| Cina | Shanghai | 2030 |
| Giappone | Suzuka | 2029 |
| Bahrain | Bahrain | 2036 |
| Arabia Saudita | Jeddah | 2030 |
| Miami | Miami | 2041 |
| Canada | Montréal | 2035 |
| Monaco | Monaco | 2035 |
| Barcellona | Catalogna | 2032 |
| Austria | Red Bull Ring | 2041 |
| Gran Bretagna | Silverstone | 2034 |
| Belgio | Spa-Francorchamps | 2031 |
| Ungheria | Hungaroring | 2032 |
| Olanda | Zandvoort | 2026 |
| Italia | Monza | 2031 |
| Spagna | Madring | 2035 |
| Azerbaijan | Baku | 2030 |
| Singapore | Marina Bay | 2028 |
| Stati Uniti | Austin | 2034 |
| Messico | Hermanos Rodriguez | 2028 |
| Brasile | Interlagos | 2030 |
| Las Vegas | Las Vegas | 2027 |
| Qatar | Lusail | 2032 |
| Abu Dhabi | Yas Marina | 2030 |










