F1 | Tutto quello che ci hanno detto i test in Bahrain

Polemiche, novità e forze in campo: ecco tutto quello che sappiamo dai test in Bahrain.
Perez Cadillac Test in Bahrain

Si sono conclusi i primi tre giorni dei test nel circuito del Medio Oriente e le risposte che ci hanno dato solo molte, sebbene da non prendere troppo alla lettera.

Sono ancora innumerevoli le variabili che da qui all’8 marzo in Australia possono cambiare, ma sicuramente le forze in campo e delle prime impressioni sulle nuove vetture possono essere tratte.

Test in Bahrain: chi è il favorito?

Rispondere a questa domanda ora è quasi impossibile ma tutto il paddock indica un team solo, quello che occupa la seconda piazzola dei box: la Mercedes.

I rumor degli scorsi mesi erano più che delle semplici supposizioni, infatti da questi 3 giorni si è potuta vedere la bontà del lavoro del team tedesco.

Il miglior tempo siglato da Andrea Kimi Antonelli in 1’33″669 dopo aver macinato pochi kilometri, sono solo la punta dell’iceberg mostrata dalla Mercedes.

Un passo gara costante condito però da qualche problemino di affidabilità che ha colpito soprattutto l’italiano. In ogni caso è possibile supporre che si siano spesso nascosti per la questione del rapporto di combustione non mostrando il loro reale vantaggio.

Per cercare di non dare troppo nell’occhio infatti, Toto Wolff ha affermato che vede McLaren e soprattutto Red Bull sono messe meglio di loro in termini di velocità:

“La Red Bull per noi è la macchina più veloce, ha il motore più completo. Anche la McLaren è veloce, per quello tutto comincia oggi per la stagione, non a Barcellona”, come riportato da f1ingenerale.

Subito dietro a completare il quartetto dei top team troviamo sempre McLaren, Ferrari e Red Bull. L’ordine è ovviamente casuale dato che tutti e tre i team hanno mostrato degli ottimi punti di forza ma anche qualche debolezza.

La McLaren possiede infatti una stabilità molto invidiabile e anche la loro gestione gomme sembra essere rimasta simile a quella dell’anno scorso.

Tuttavia, non si sa se per nascondersi o per programmi di lavoro diversi, ma nella simulazione di un Gran Premio intero nella terza giornata di test, Piastri pagava quasi 6 decimi di passo nei confronti di Hamilton.

La Ferrari è invece apparso il team più affidabile di tutti. Anche nei 3 giorni in Bahrain nonostante una Power Unit già usata, il team di Maranello non ha avuto problemi, fatta eccezione per un “test di pescaggio della benzina” che a detta di Vasseur era programmato.

Anche la velocità e soprattutto l’efficienza della Rossa non sono passate inosservate, nonostante ciò in trazione la SF26 sembra avere qualche problema di bilanciamento che ne accorcia il potenziale ma su cui si può lavorare.

Una monoposto tanto puntata sull’anteriore a discapito del posteriore è infatti ciò che Charles Leclerc si auspica a differenza di Hamilton che nei tre giorni in Bahrain ha avuto sensazioni contrastanti:

È infatti passato da definirle delle Formula 2: “Al momento credo che siamo più lenti di una GP2 perché hanno molta meno deportanza”, fino a definirle divertenti: “È piuttosto divertente, è un po’ come fare rally”.

La Red Bull è il top team che si presenta con un reparto tutto nuovo ma che non sta sfigurando affatto. Il team austriaco ha mostrato una Power Unit con delle caratteristiche peculiari soprattutto in fase di curva che analizzeremo più tardi.

Infatti, nonostante Max Verstappen le abbia definite delle “Formula E sotto steroidi” non si può di certo dire che la Red Bull non si sia distinta in positivo a parte qualche problema di affidabilità.

George Russell test in Bahrain F1 2026 - Petronas
George Russell Mercedes, Test Bahrain 2026

Sorprese nel midfield

Il centro gruppo è forse quella parte della griglia che da sempre spettacolo a causa del continuo cambio di forze durante una stagione.

Nei test a farla da padrone appena dietro ai top team ci sono Haas e Alpine, con il team americano ha sorpreso sia in quanto a velocità che affidabilità.

Esteban Ocon ha infatti elogiato la Power Unit Ferrari che monta la sua monoposto: “L’affidabilità del motore Ferrari è incredibile”

Bene anche Audi e Racing Bulls con il team satellite di Red Bull che non ha brillato particolarmente ma ha fatto un buon lavoro dedito soprattutto a macinare kilometri ed ottenere dati.

Audi da canto suo a mostrato molto coraggio date le sue forme definibili estreme e innovative. In ogni caso il team tedesco avrà bisogno di molto tempo per capire come risalire la classifica.

Fanalino di coda ci sono Cadillac da cui non ci si poteva aspettare molto meglio. Sicuramente positivo il fatto di avere una Power Unit Ferrari e quindi affidabile, ma il team americano ha avuto diversi problemi di affidabilità oltre che delle performance non ottime.

Il team che al momento chiuderebbe la classifica è quello da cui ci si aspettava molto di più, ossia l’Aston Martin che abbiamo approfondito in questo articolo.

Polemiche e questioni politiche

La prima e grande disputa politica del 2026 non può che essere riguardante al rapporto di combustione della Mercedes. Il vantaggio mostruoso che porterebbe questa soluzione ha messo sull’attenti tutti gli avversari che ora chiedono giustizia alla FIA.

Nonostante il motore Mercedes non si possa definire “illegale”, nelle prossima F1 Commision si potrebbe avere una soluzione che limiti il vantaggio ottenuto dai motorizzati Mercedes.

La seconda polemica che tiene banco soprattutto in questi ultimi giorni è il “caos partenze“; sembrerebbe infatti che dopo un avviso non ascoltato della Ferrari sulle difficoltà nelle partenze, tutti gli altri team chiedono in nome della sicurezza delle modifiche al regolamento.

Sempre secondo i rumor però, la Ferrari avrebbe usato il suo potere di veto sulla questione dato che già quasi un anno e mezzo fa aveva avvertito tutta la griglia della problematica.

Nelle ultime ore è poi sorto anche il fatto che solamente Ferrari con Shell e Audi con Castrol hanno già ricevuto l’omologazione per il proprio carburante.

Un fattore che almeno nelle primissime gare potrebbe portare uno svantaggio a tutti i motorizzati Mercedes che usano il combustibile Petronas.

Isack Hadjar Red Bull - test in Bahrain 2026
Isack Hadjar Red Bull, Test Bahrain 2026

Novità tecniche

Partiamo proprio dall’analizzare l’aereodinamica dall’Audi, forse non il team su cui al momento si punterebbe per vincere dei gran premi, ma la vettura di Jonathan Wheatley sta intraprendendo una strada volta al rischio.

In Bahrain si è infatti presentata con una veste più elaborata rispetto a Barcellona, prendendo spunto da alcune soluzioni della Mercedes del 2022 con la filosofia “zero-pods”, ma reinterpretandole a modo proprio.

Una delle novità sono sicuramente le prese d’aria verticali. Per i meno esperti le prese d’aria sono una parte fondamentale del cooling di una vettura, che permettono l’entrata di aria per raffreddare il motore.

Il loro obiettivo è quello di far entrare più aria possibile ma riducendo il rallentamento e solitamente assumono una forma orrizontale.

La forma delle fiancate è utile a spingere le turbolenze lontano dal fondo e convogliando i flussi dalla parte alta verso la zona del cambio.

L’altro tema interessante è la Power Unit nata dalla collaborazione tra la Red Bull e la Ford. Il motore di Milton Keynes non risulta essere il più potente da quanto visto nei test, bensì quello che sfrutta meglio l’energia.

Forse l’aspetto più importante in questo regolamento che permetterebbe ai piloti del team austriaco di non fare tanto lift and coast quanto gli altri piloti in rettilineo.

La Power Unit Red Bull sarebbe dunque stata costruita in modo tale da ricaricare molta energia quando il motore termico è ad alti giri.

Nelle curve lente infatti Verstappen è stato uno dei primi ad usare le marce più basse, arrivando addirittura a mettere la prima in qualche curva.

Un’altra peculiarità della Red Bull risiederebbe nel modo in cui vengono scalate le marce in frenata. Un esempio lampante lo abbiamo avuto nella curva 10, il tornantino in cui spesso vediamo i piloti bloccare.

In questo punto del circuito Verstappen scalava le marce a tre a tre, nel senso che dalla settima passava velocemente alla quarta per poi mettersi in prima ed eseguire la curva.

Il problema principale di questo stratagemma risiederebbe nel momento dell’uscita dalla curva quando serve tanta trazione. Avere una marcia bassa porta ad avere un posteriore più ballerino ma in Red Bull sembrerebbero aver capito come ovviare a questo problema.