La Formula 1 si avvia a intervenire su uno degli aspetti ritenuti più critici delle partenze di gara della prossima stagione, che già erano state oggetto di dibattiti nei giorni scorsi. Dopo le prime simulazioni e le valutazioni tecniche, team e piloti hanno espresso timori legati alla sicurezza delle procedure previste per le monoposto del 2026.
Partenze, resistenza, 5” aggiuntivi…quanti temi !
Come riportato da The Race, il tema principale riguarda l’utilizzo dell’ala posteriore mobile già dalla griglia di partenza, un’opzione che avrebbe consentito alle vetture di raggiungere velocità superiori nella corsa verso la prima curva.
Nelle discussioni iniziali, l’attenzione si era concentrata soprattutto sulla gestione dei tempi e sulle difficoltà nel portare in temperatura i turbocompressori prima dello spegnimento dei semafori. Per agevolare i piloti, la FIA aveva introdotto cinque secondi aggiuntivi in griglia, misura che nei test svolti in Bahrain ha prodotto risultati positivi.
Con l’ala impostata in configurazione a bassa resistenza, le vetture avrebbero beneficiato di maggiore velocità massima ma a discapito della deportanza disponibile nelle prime fasi. La combinazione tra accelerazione elevata e riduzione del carico aerodinamico è stata giudicata da diversi protagonisti un possibile fattore di rischio.
Caos partenze, le opinioni nel paddock
Tra le voci più critiche si è distinto Oscar Piastri, che ha definito la situazione una “ricetta per il disastro”, sottolineando come un gruppo compatto di monoposto con meno deportanza potesse aumentare la probabilità di incidenti alla prima curva.

Di fronte a queste valutazioni, le squadre hanno raggiunto un’intesa informale per evitare l’utilizzo della modalità rettilinea al via. La decisione dovrà ora essere formalizzata dalla FIA, tramite una modifica regolamentare o un’indicazione del direttore di gara, ma l’obiettivo è renderla operativa già dal Gran Premio d’Australia.
Secondo Andrea Stella, esiste un accordo diffuso tra i team per non impiegare la modalità a bassa resistenza nel tratto iniziale della gara. Le prove di partenza effettuate in Bahrain sembrano confermare questa linea: i piloti hanno infatti mantenuto l’ala in configurazione da curva per preservare il massimo carico aerodinamico durante lo sprint verso la prima staccata.

Nonostante il possibile intervento regolamentare, le preoccupazioni non sono del tutto rientrate. Le differenze di comportamento delle power unit, con la Ferrari particolarmente efficace nelle simulazioni di partenza, potrebbero generare variazioni significative nelle posizioni già nei primi metri.
George Russell ha riconosciuto le difficoltà incontrate nelle prove, spiegando: “Penso che abbiamo un grande potenziale, ma per vincere una gara bisogna anche partire bene”. Il pilota Mercedes ha poi aggiunto: “Le due partenze che ho fatto questa settimana sono state peggiori della mia peggiore partenza in Formula 1. Lewis è sceso in undicesima posizione ed è arrivato in testa”.

Russell ha sottolineato come la fase di partenza rappresenti attualmente il principale ostacolo per la competitività in gara. Proseguendo nella sua analisi, il britannico ha evidenziato che la velocità complessiva della monoposto conta relativamente se l’avvio non è efficace: “Non importa quanto sei veloce, ciò che ti farà inciampare sarà l’ostacolo più alto, ed è proprio questo che stiamo cercando di capire”.









