Il fine settimana del Gran Premio di Monaco ha regalato emozioni non solo in pista, dove Kimi Antonelli ha conquistato una straordinaria pole position e una vittoria fondamentale nella corsa al titolo mondiale. Tuttavia, l’episodio destinato a far discutere maggiormente si è verificato lontano dai riflettori del circuito.
Nella giornata di ieri nel paddock è emersa una voce secondo cui la FIA abbia definito quali costruttori potranno beneficiare di maggiori opportunità di sviluppo delle proprie power unit, sfruttando il sistema ADUO. Nello specifico, a Mercedes sarà concesso un aggiornamento mentre a Ferrari, Audi e Honda due.
Sebbene l’efficienza del motore Red Bull fosse già nota agli addetti ai lavori, pochi avrebbero immaginato che la casa di Milton Keynes sarebbe stata privata dell’ADUO e identificata come il punto di riferimento assoluto sotto il profilo motoristico, e , persino davanti a Mercedes, considerata da molti la vera dominatrice di questa nuova era regolamentare.
La scelta della FIA ha immediatamente acceso il dibattito nel paddock. Molti team confidavano infatti che il sistema ADUO offrisse ai costruttori più attardati l’opportunità di colmare il gap dai migliori, ma l’esito dell’analisi potrebbe invece rafforzare ulteriormente la posizione della Mercedes, che avrà comunque la possibilità di continuare a perfezionare la propria power unit nonostante i risultati già ottenuti in pista.

Un duro colpo per Red Bull e Ferrari.
Particolarmente penalizzate appaiono Red Bull e Ferrari, due delle realtà che speravano di poter sfruttare il sistema ADUO per ridurre il divario dai vertici della categoria. La scuderia di Milton Keynes, pur avendo ottenuto il riconoscimento di riferimento tecnico per quanto riguarda il motore a combustione interna, si ritrova con margini di sviluppo estremamente ridotti e con minori risorse da destinare alla ricerca rispetto ai concorrenti.
Ferrari, invece, potrà beneficiare di un numero maggiore di aggiornamenti, ma dovrà comunque confrontarsi con una Mercedes che avrà la possibilità di continuare a evolvere la propria power unit. Questo scenario rischia di rendere ancora più difficile la rincorsa delle rivali, poiché il vantaggio della casa tedesca non riguarda solamente l’aspetto motoristico, ma anche quello telaistico.








