Nuova regola sulla compressione in vigore da Monaco: cosa cambia e perché Barcellona è il vero test

Dal Gran Premio di Monaco la FIA introduce il test sulla compressione a 130°C: la Mercedes non è preoccupata, ma Barcellona può dire la verità.
F1 | FIA: Nuove regole aerodinamiche nel 2027 per aiutare la gestione dell'energia rapporto compressione

Dal 1° giugno entra in vigore una nuova procedura di verifica della compressione del motore termico in Formula 1, una novità che riguarda soprattutto chi monta il propulsore Mercedes. La questione ha radici nell’autunno scorso e avrà ulteriori sviluppi nel 2027, ma intanto la pista dovrà dire la sua.

Per capire di cosa si tratta: il rapporto di compressione indica quanto i pistoni comprimono la miscela aria-carburante all’interno dei cilindri, ed è uno dei parametri più rilevanti del motore. Finora veniva misurato solo a temperatura ambiente.

Rapporto di compressione: cosa cambia davvero dal 1° Giugno

Da adesso, il valore massimo consentito di 16 dovrà essere rispettato anche in una seconda misurazione, eseguita a 130°C. Sarà ogni motorista a progettare la propria procedura di test, seguendo le indicazioni di un documento ufficiale e con l’approvazione finale della FIA.

Ma non è tutto. La nuova norma vieta esplicitamente qualsiasi “componente, assieme, meccanismo o disposizione di parti integrate tra loro progettato o che funzioni per aumentare il rapporto di compressione in condizioni operative oltre 16”. Una formulazione che chiude la porta a possibili zone grigie.

Una storia che parte da molto dietro…

Come si è arrivati qui? Tutto comincia nell’autunno del 2024, quando la Mercedes trovò il modo di sfruttare l’evoluzione del rapporto di compressione al crescere della temperatura del motore, cogliendo di sorpresa la Federazione.

A ottobre la FIA intervenne chiarendo che le misurazioni sarebbero rimaste a temperatura ambiente, come da prassi nell’industria automobilistica. A febbraio è poi arrivata un’ulteriore precisazione: tutti i valori numerici nella sezione del regolamento relativa ai motori sono riferimenti statici a temperatura ambiente, salvo diversa indicazione.

Nella stessa occasione è stata annunciata la nuova regola dal 1° giugno, con il secondo test a caldo e il divieto esplicito. Nikolas Tombazis, direttore del reparto monoposto FIA, aveva già chiarito la posizione della Federazione: quello della Mercedes non era un imbroglio, ma qualcosa che “forse era fuori dalle normali intenzioni del regolamento”.

Fia Nikolas Tombazis motoristi
Nikolas Tombazis

I costruttori sono sicuri: per Mercedes nessun svantaggio…

L’intervento, secondo Tombazis, serviva a evitare che tutta la Formula 1 si mettesse a investire su materiali esotici o soluzioni contrarie allo spirito dello sport.

I rivali della Mercedes, però, non sono del tutto soddisfatti. Il mantenimento del test a temperatura ambiente, a loro avviso, continua a favorire il team di Brackley: la concorrenza non può modificare i propri motori per partire da un rapporto di compressione più alto a freddo, che poi si stabilizzi a 16 a regime. Per farlo bisognerà aspettare il 2027, quando la verifica a freddo sparirà del tutto dal regolamento.

Alla vigilia di Miami, Tombazis aveva ridimensionato il vantaggio della soluzione Mercedes, parlando di un beneficio minimo e definendo il clamore mediatico una sorta di isteria collettiva.

Lo stesso motorista di Brixworth non sembra preoccupato, e anche la concorrenza non si aspetta rivoluzioni dall’introduzione del test a caldo. Monaco, da sempre un circuito atipico che penalizza l’importanza del motore, non sarà il banco di prova ideale: l’appuntamento vero è Barcellona.