Sviluppare un motore di F1 richiede moltissimo tempo; per questo motivo accelerare i tempi per la scelta dei motori 2031 è fondamentale.
A spiegarcelo, oltre a Stefano Domenicali un paio di settimane fa, adesso sono il direttore del settore tecnico e quello del settore monoposto della FIA che hanno spiegato l’importanza di dare una linea per il prossimo ciclo tecnico ai team entro tre mesi.
Le parole di Nikolas Tombazis
“Non possiamo essere ostaggio delle case automobilistiche. Dobbiamo iniziare a discutere delle modifiche molto presto, perché i tempi di sviluppo di una power unit e di tutto il resto sono piuttosto lunghi.”
Queste le parole del direttore monoposto FIA che ha spiegato la linea che la federazione intende seguire per il prossimo ciclo tecnico che sembra vedere, tra le cose, una marcia indietro sui motori 50-50.

Anche Monchaux sul 2031
“Abbiamo avuto alcuni colloqui con i costruttori di motori lo scorso anno, nei quali abbiamo già sondato il terreno. Penso che dobbiamo concludere tutto nei prossimi due o tre mesi, spero non ci voglia molto di più. Qualcosa di concreto deve essere messo nero su bianco entro la fine dell’anno al più tardi.”
Anche il direttore tecnico FIA si è espresso riguardo i motori 2031 senza volersi, come Tombazis, molto sbilanciare sulle tempistiche della rivoluzione ma precisando la necessità di mettere tutto in chiaro entro l’estate.
Monchaux, secondo quanto riportato da FormulaPassion, ha poi proseguito: “Stiamo cercando di trovare un terreno comune, in modo che anche i costruttori possano vedersi rappresentati in qualsiasi modifica sostanziale che apporteremo”
“I punti deboli dell’attuale formula sono ben noti. Cercheremo di correggere la rotta per ridurre i problemi più gravi. Vista la situazione finanziaria dei costruttori, la riduzione dei costi è una priorità assoluta.”

2031 o 2029?
Al momento ci immaginiamo che la stagione in cui verosimilmente arriveranno questi cambiamenti sia il 2031, ma in diversi non escludono un cambio anticipato persino nel 2029.
I motoristi sarebbero però in difficoltà di fronte a un cambio anticipato in quanto lo sviluppo di un motore richiede moltissimo tempo e chiudere il progetto in meno di tre anni è una cosa molto complicata.
Tra i maggiori contestatori dell’ipotesi 2029, quando lo scorso anno si era già parlato di questa ipotesi in quanto si erano già immaginate le problematiche del ciclo 2026, c’erano Audi e Honda che non volevano bruciare gli investimenti sugli attuali propulsori dopo soli tre anni.

Il 2031 rimane dunque con la maggior parte delle probabilità la data da tenere a mente. Sembrerebbe che la linea che si intraprenderà sia quella di un ritorno al V8 turbo con la MGU-K standard.
Centrali della rivoluzione sarebbero chiaramente un abbassamento dell’influenza del motore elettrico e dei carburanti ancora più sostenibili dei quali si è già ampiamente parlato.










