L’avvio della nuova collaborazione tra Aston Martin e Honda in Formula 1 si è rivelato più complesso del previsto. I test pre-stagionali disputati tra Barcellona e Bahrain hanno infatti evidenziato criticità tecniche che hanno impedito al team di completare il programma di lavoro e accumulare chilometraggio significativo in vista dell’inizio del campionato.
Per fare chiarezza sulla situazione, Honda Racing Corporation ha organizzato il 27 febbraio una conferenza stampa nella quale ha illustrato le cause delle difficoltà riscontrate. Secondo quanto comunicato dalla struttura giapponese, il principale ostacolo emerso durante le prove è stato rappresentato da vibrazioni anomale che hanno provocato danni al sistema della batteria della power unit come vi avevamo anticipato in questo articolo.

Watanabe sui problemi Honda: “Batteria danneggiata dalle vibrazioni”
A confermare il quadro generale è stato il presidente HRC Koji Watanabe, come riporta Motorsport Japan ha evidenziato come l’origine del problema non sia ancora completamente definita. “Le vibrazioni hanno danneggiato la batteria, quindi non sappiamo se il problema sia la batteria stessa”, ha spiegato, sottolineando la necessità di ulteriori analisi per comprendere la sequenza causale del guasto.
Honda ha inoltre precisato che l’unità endotermica non ha mostrato anomalie tecniche. Eventuali riduzioni di regime osservate in pista non sarebbero state collegate a problemi di affidabilità, ma rientravano nel piano di lavoro previsto durante le sessioni di test.
Takeishi “Conta come il telaio assorbe le vibrazioni”
A entrare nel dettaglio tecnico è stato il direttore generale HRC Ikuo Takeishi, che ha rilasciato anche un’intervista a Motorsport.com Japan, citata da Motorsport Japan, nella quale ha illustrato la natura delle vibrazioni e la complessità del fenomeno.
“Questo vale per quasi tutte le auto, ma la fonte delle vibrazioni, in altre parole la causa delle vibrazioni, è senza dubbio il motore. Ciò che conta è come il motore trasmette le vibrazioni e come il telaio le assorbe.”
Il dirigente giapponese ha spiegato che il nodo principale riguarda l’individuazione della strategia più efficace per mitigare il problema, più che la comprensione della sua esistenza.
“Per quanto riguarda il motivo per cui trema, ovviamente credo di capirlo. Ma come possiamo risolvere il problema? Dovremmo evitarlo, o consolidarlo, o bloccare le vibrazioni? È questo che stiamo cercando di capire in questo momento.”
Il processo di analisi si basa principalmente sui dati raccolti in pista attraverso sensori dedicati, che consentono di monitorare i livelli di vibrazione e riprodurli successivamente in laboratorio. Tuttavia, la complessità delle condizioni reali rende difficile una replica perfetta.
“Controlliamo le vibrazioni con dei sensori e verifichiamo i valori numerici. In questo modo, possiamo riprodurli su un banco di prova. Tuttavia, ci sono anche fattori come l’input proveniente dalla superficie stradale, quindi potrebbe essere difficile riprodurli completamente.”
“Sebbene non siamo riusciti a eseguirlo per molto tempo, siamo riusciti a raccogliere molti dati. Speriamo di poterli utilizzare al meglio per trovare una soluzione.”
Limiti di potenza sulla centralina Honda ?
Nel paddock erano emerse anche indiscrezioni su un possibile limite di potenza della centralina Honda, ma Takeishi ha chiarito di non aver ricevuto indicazioni in tal senso, ridimensionando l’ipotesi di un problema prestazionale.
Maggiore riservatezza è stata mantenuta sui danni specifici riportati dalla batteria, aspetto su cui Honda ha preferito non entrare nei dettagli per evitare di rivelare informazioni sensibili sul progetto.
“Vorrei evitare di menzionare il tipo di danno subito, perché rivelerebbe troppo sulla causa del problema. Ma quello che posso dire è che ho fermato l’auto in un punto in cui sapevo che non avrei dovuto continuare a guidare.”
Un episodio significativo si era verificato durante la seconda giornata di test in Bahrain, quando la Aston Martin AMR26 si era fermata in pista con Fernando Alonso al volante. Il recupero della vettura da parte dei tecnici del team, dotati di guanti isolanti, aveva alimentato interrogativi su possibili rischi legati al sistema elettrico.

Alla domanda su un eventuale pericolo di cortocircuito, Takeishi ha risposto con cautela.
“Ciò significa che c’era un rischio. Non è che un incidente sarebbe accaduto subito o qualcosa del genere, ma c’era un rischio.”
Honda ha inoltre sottolineato che la risoluzione del problema richiederà un lavoro congiunto con Aston Martin. Il fenomeno non si era infatti manifestato durante la precedente partnership con Red Bull, suggerendo che il nuovo contesto tecnico e regolamentare possa aver introdotto variabili differenti.
“È vero che questo non era un problema quando lavoravamo con la Red Bull. Il motivo per cui abbiamo avuto problemi questa volta potrebbe essere dovuto al fatto che i regolamenti sono cambiati in modo significativo. Anche i grandi cambiamenti nella PU potrebbero essere un fattore.”
Takeishi ha concluso ribadendo come le vibrazioni anomale siano spesso il risultato di molteplici fattori e non di una singola causa identificabile.
“Questo accade spesso durante lo sviluppo di un’auto, ma non è solo la PU a causare vibrazioni anomale; spesso è causato da una combinazione di fattori, come l’influsso della superficie stradale. Per questo motivo, è difficile spiegare perché ciò sia accaduto.”
La collaborazione tra le due realtà è già operativa: un gruppo di ingegneri Aston Martin si è trasferito in Giappone per lavorare insieme al personale HRC e accelerare l’individuazione di una soluzione.
“Hai assolutamente ragione quando dici che abbiamo bisogno della collaborazione della casa automobilistica per trovare una soluzione. Cinque ingegneri di Aston Martin sono venuti in Giappone e stanno attualmente lavorando con gli ingegneri HRC per trovare una soluzione. Credo che se riuscissimo a integrare con successo i componenti di Aston Martin, potremmo riuscire a farcela.”










