Pagelle F1 Academy Cina: Felbermayr da 10, flop Alba Larsen

Perfetta la svizzera, benissimo Gademan, Palmowski e Westcott; così così Lloyd, deludenti Larsen e Paatz: ecco le pagelle F1 Academy Cina
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Al termine di questo fine settimana, ritorna il format più atteso anche per questa categoria! Le pagelle F1 Academy Cina andranno ad analizzare le diciotto ragazze in pista a Shanghai.

La migliore di tutte, inevitabilmente, è stata Emma Felbermayr. La svizzera di casa Audi ha portato a casa un weekend semplicemente perfetto, culminato con la vittoria di gara 2.

Pagelle F1 Academy Cina: vittoria per Emma Felbermayr

Molto bene anche Nina Gademan, vincitrice nella prima gara, e Alisha Palmowski, in pole e a podio domenica. Ottima prestazione anche per Payton Westcott, a podio con la livrea Mercedes al debutto assoluto.

Delusione per Ella Lloyd e Alba Larsen. La danese, in particolare, commette qualche errore. L’inglese con livrea McLaren, invece, era lontana dalla sua miglior forma. Ma sono state tante le ragazze che si possono dire soddisfatte: ecco quindi le pagelle F1 Academy Cina!

I voti delle prime in classifica

Emma Felbermayr, 10. Già in qualifica si era capito che il vento era cambiato. Niente reverse pole, giusto una terza posizione, niente di che. Non contenta, sabato rimonta e strappa il gradino più basso del podio alla Ferreira con un sorpasso all’ultimo giro. In gara 2, invece, sfrutta la partenza a rilento di Palmowski e la debacle di Larsen per vincere in scioltezza. Se mantiene questo standard altissimo, può fare solo bene.

Alisha Palmowksi, 9. Prima pole position in carriera (e con un distacco abissale sul resto del gruppo) per la candidata n°1 al mondiale. Si tiene fuori dai guai nella gara a griglia invertita e porta a casa quattro punti che male non fanno. Domenica il team le mette il diesel nel serbatoio e impiega circa tre giorni lavorativi per partire. Una volta che ha carburato, tallona costantemente la svizzera, senza riuscire però a superarla. Ma siamo certi che ne vedremo delle belle quest’anno.

Nina Gademan vince per la seconda volta in F1 Academy

Nina Gademan, 9.5. L’esperienza giocherà un ruolo fondamentale in questa stagione e si è visto chiaramente. Per la quarta volta in otto weekend in F1 Academy (statistica a dir poco clamorosa) parte in pole position in gara 1 e domina incontrastata, cogliendo il secondo successo in carriera. Parte a tuono domenica e si porta fin da subito a ridosso delle prime posizioni. Anche lei è pronta a dire la sua.

Payton Westcott, 9. È costretta a raccogliere un’eredità pesantissima: quella di Doriane Pin, campionessa della categoria nel 2025. Pare che non ne senta in alcun modo la pressione. La piazza in P4 al venerdì, la miglior posizione fra le debuttanti. Si tiene fuori dai guai sabato e si accontenta della sesta piazza. Poi sgomita per tutta gara 2 e si prende un meritatissimo podio. Brava ragazza.

Emma Felbermayr, Alisha Palmowski e Payton Westcott sul podio domenica

Il weekend delle inseguitrici

Rafaela Ferreira, 8.5. Beh, che dire. Finalmente la brasiliana è uscita dalle posizioni di metà classifica ed è rimasta costantemente nelle zone che contano. Fantastica la quinta posizione in qualifica, la migliore della sua carriera. Stava persino per arrivare a podio in gara 1, ma quell’insensibile della Felbermayr glielo ha strappato a poche curve dal traguardo. Convince anche domenica, in cui cede solo una posizione. Bene così, con l’auspicio che rimanga dove ha iniziato l’anno.

Ella Lloyd, 6. Senza ombra di dubbio una delle più deluse e forse deludenti. top 10 risicata al venerdì, due punticini al sabato. Ottiene la sufficienza grazie alla bella rimonta fino alla P5 in gara 2, ma siamo ben lontani dalla Ella che abbiamo imparato a conoscere lo scorso anno. Tocca accontentarsi e accelerare il passo.

Pagelle F1 Academy Cina: Natalia Granada, seconda al debutto assoluto

Natalia Granada, 8. Arriva da completa sconosciuta, viene presentata appena il giorno prima che scendessero in pista. In parecchi erano scettici riguardo al suo arrivo in griglia. Così la piazza in P7 in qualifica. Si prende la rivincita con gli interessi arrivano a podio in gara 1. Per sicurezza, giusto per non essere nominata l’erede di Fernando Alonso, rompe l’ala in un contatto sfortunato e termina ultima il giorno dopo. Ma si è presentata decisamente bene.

Lisa Billard, 6.5. La velocità sul giro secco di questa ragazza è paragonabile a quella di Prost. Le sue partenze, invece, a quelle di Hamilton nel 2016. Si qualifica in P6, terza con l’inversione della griglia per la prima gara. Sabato, ancora ancora, la superavano anche i sassi, e pure domenica non è andata molto diversamente. Detto ciò, ha comunque portato a casa sette punti. Anche se, onestamente, ne avrebbe potuti cogliere molti di più.

Alba Larsen, 4.5. Due disattenzioni fatali. La qualifica in prima fila dimostra l’enorme potenziale della giovane danese. Poi accade l’impensabile. In gara 1 prende Emma Felbermayr nel tentativo di passarla e rompe l’ala. Il giorno seguente, dopo aver dominato la prima metà della corsa, finisce in ghiaia in ripartenza e scivola fino all’ottava posizione. Il voto non è basso perché ora si ritrova in Ferrari e quindi non può sbagliare, sia chiaro. Ma da una con il suo talento non ci si aspetterebbero due errori di questo calibro.

Alba Larsen in pista a Shanghai

Pagelle F1 Academy Cina: i voti del centro gruppo

Megan Bruce, 7. Non esattamente una qualifica ideale per la ragazza con livrea Tag Heuer. Prende qualche posizione al sabato. Poi decide di mettere il turbo e recupera fino alla nona piazza domenica, portando la sua Campos a punti. Può decisamente ritenersi soddisfatta del lavoro svolto.

Ava Dobson, 7.5. Porta la vettura della American Express in zone inesplorate da Nicole Havrda finora: la Top 10. Per non farsi mancare nulla, ci resta per tutto il fine settimana. Per una manciata di millesimi non prende una clamorosa reverse pole, che l’avrebbe portata di diritto nell’Olimpo della F1 Academy. Chiude a punti in gara 2, a conferma che, probabilmente, sarà lei a guidare il centro della griglia. Brava.

Rachel Robertson, 6. Dopo il risultato pimpante di Las Vegas, ci si sarebbe aspettati qualcosa di diverso da una P12 in qualifica o una P10 sabato. Ma non le si può fare troppo una colpa, non aveva mai visto la pista fino a quattro giorni fa. Qualche colpa in più, invece, nel contatto con Wei Shi sul finale della seconda gara. Tira una sberla devastante alla cinese in fondo al rettilineo, ed entrambe sono costrette al ritiro. Capita a tutti, dai.

Ella Stevens, 5.5. Non convince pienamente nel suo primo fine settimana nella categoria. Non ha certamente sfigurato, però non ha brillato come altre. Sembra che sia mancato sempre qualcosina per entrare tra le prime dieci, come testimoniano i risultati. Intanto può riprovarci nel prossimo appuntamento stagionale che, vista la cancellazione del weekend Jeddah, probabilmente sarà a Miami.

Le ultime in classifica

Mathilda Paatz, 5. Dopo la P6 nelle prove libere, si sperava che avesse rotto la maledizione di Aston Martin. Ma poi, giustamente, si è ricordata per quale scuderia corresse e si qualifica terzultima. Prova a rimontare nelle due gare, recupera qualcosa sabato e per poco non va a punti domenica. Ma serve ben altro per stare dove, potenzialmente, è in grado di stare.

Kaylee Countryman, 4.5. Povera stella, l’hanno fatta parcheggiare a metà qualifica e non è più scesa in pista. Non ha decisamente il passo per tentare un insperato recupero. Si è comunque tenuta fuori dai guai. È giovanissima (classe 2010), le va dato tempo, come ad ogni debuttante. Questo inizio di stagione, comunque, non è stato esaltante.

Pagelle F1 Academy Cina: Esmee Kosterman e Jade Jacquet costrette al ritiro

Jade Jacquet, 4. Stava andando anche discretamente fino a sabato. Due P13 nelle sessioni che contano, non lontano dalle avversarie. Non si è ancora capito, invece, per quale motivo le si sia chiusa la vena domenica. Smonta la macchina Lego della Kosterman con una staccata degna di Maldonado prime e sfonda la sospensione anteriore destra. Tutto fuorché brillante.

Esmee Kosterman, 4. In redazione ci siamo chiesti dove fosse finita la wildcard fulminea di Zandvoort. Ok, molto probabilmente ci aveva già corso. Ok, era la prima volta a Shanghai. Ma ragazzi, siamo ben lontani anche solo da altre debuttanti come Dobson e Billard. Decisamente troppo indietro, persino quando Jade Jacquet si è disintegrata contro la sua vettura. Non ci siamo.

Wei Shi (WCD), 3. Le sue prestazioni ci hanno fatto scendere una lacrima di nostalgia. Il tributo a Nicole Havrda, leggendaria pilota di questa categoria, è stato molto gradito. Nemmeno una pioggia di meteoriti avrebbe schiodato la cinese dall’ultima posizione. Ci stava provando domenica, ma Rachel Roberston aveva altri piani. E pensare che aveva già corso a Shanghai l’anno scorso. Quantomeno per questo weekend le hanno disegnato una bella livrea.