In seguito al GP di Cina diversi team e tanti addetti ai lavori si erano accorti e avevano riportato alla FIA un qualcosa di strano riguardante le due monoposto targate Mercedes, sollevando dubbi su di esse.
Di cosa si tratta? Durante il Gran Premio tenutosi a Shanghai, l’ala anteriore delle vetture della squadra tedesca non si sarebbe chiusa correttamente come da regolamento, il quale prevede che le parti mobili dell’ala possano avere solamente due posizioni (aperte per i rettilinei, chiuse per le curve) e che il movimento per passare da una all’altra debba avvenire a velocità costante e in un tempo massimo di 400 ms.
Pare però che le parti mobili dell’ala anteriore di Mercedes non si chiudessero e azionassero in tal modo, ma che lo facessero più lentamente rispetto agli altri, come se ciò avvenisse in due tempi.
In merito all’aerodinamica attiva, il regolamento sembra molto chiaro nello spiegare le modalità di uso e di azionamento di essa, proprio in modo da evitare che fosse utilizzata per altri scopi oltre quello previsto di ridurre la resistenza all’avanzamento della vettura e per consumare meno energia.
L’avaria rappresenta l’unica circostanza non sanzionabile
La Federazione lascia però aperto un punto fondamentale sulla questione dell’aerodinamica attiva, ovvero quello di problemi tecnici o avarie. Secondo le nuove regole 2026 infatti, le posizioni delle ali e il tempo in cui esse si muovono deve essere obbligatoriamente rispettato a meno che le centraline della FIA poste su tutte le vetture non verifichino un evidente malfunzionamento.
Sembrerebbe infatti che durante il GP di Cina si sia verificata un’avaria alle ali anteriori sia per Kimi Antonelli che per George Russell, il quale aveva riscontrato problemi alla stessa parte della vettura anche durante la qualifica del sabato.
I Team si domandano ora il perché però subito dopo le qualifiche non sia stata effettuata un’analisi approfondita nel box di Mercedes da parte dei commissari.

Mercedes: “Si è trattato di un errore di calcolo”
La squadra tedesca, come riportato da The-Race.com, avrebbe fornito alla Federazione una spiegazione sulle problematiche riscontrate a Shanghai come derivanti da un “errore di calcolo” che gli ingegneri avrebbero effettuato durante le misurazioni e l’impostazione della pressione idraulica necessaria a far muovere le parti mobili dell’ala.
La pressione idraulica sarebbe stata troppo bassa tanto che il carico aerodinamico elevato, lungo l’esteso rettilineo del circuito, avrebbe impedito dunque alle ali di aprirsi e richiudersi entro il tempo massimo stabilito dalle regole.
Ci si domanda ora se la spiegazione fornita da Mercedes sia sufficiente ad etichettare ciò che è successo come avaria e non come errore chiaro da parte degli ingegneri che come da regolamento comporterebbe provvedimenti molto seri fino ad arrivare alla squalifica dal Gran Premio.










