Gianpiero Lambiase: chi è l’ingegnere di Verstappen. Biografia, ruolo e il rapporto “fraterno” con Max

Parliamo di Gianpiero Lambiase, l'ormai famosissimo ingegnere di pista di Max Verstappen
Gianpiero Lambiase & Max Verstappen, Red Bull Racing

Hamilton ha avuto “Bono”, Schumacher aveva Chris Dyer: ogni pilota vincente nella storia della F1 è stato affiancato da un degno ingegnere di pista. Ebbene, per Max Verstappen questa figura risponde al nome di Gianpiero Lambiase.

Noto semplicemente come “GP”, l’ingegnere italo-britannico è stato uno dei principali artefici dell’ascesa dell’olandese negli ultimi anni, affermandosi come guida sia tecnica che psicologica per il quattro volte iridato.

Dagli esordi in Jordan fino alla promozione ai vertici della scuderia di Milton Keynes nel 2025: ecco tutto quello che c’è da sapere sull’uomo che sussurra a Verstappen.

Dalle origini italiane alla scalata in Red Bull: la carriera

Nato a Bedford (Regno Unito) il 14 ottobre 1980 da genitori italiani, Lambiase possiede la doppia cittadinanza ma ha costruito la sua carriera nel cuore della Motorsport Valley inglese.

Il suo ingresso nel Circus risale al 2005 con la Jordan, scuderia storica con cui è rimasto per oltre un decennio attraverso le varie metamorfosi in Midland, Spyker e Force India.

A Silverstone Lambiase si fa le ossa, lavorando come performance engineer per Giancarlo Fisichella – ottenendo con lui quella storica pole a Spa nel 2009 – e successivamente come ingegnere di pista per Vitantonio Liuzzi, Paul di Resta e Sergio Perez.

Il salto di qualità arriva nel 2015 con la chiamata della Red Bull. Inizialmente affiancato a Daniil Kvyat, dal 2016 eredita il sedile bollente del neopromosso Max Verstappen. Da quel GP di Spagna 2016, vinto al debutto, i due non si sono più separati, costruendo un palmarès che conta quattro titoli mondiali consecutivi.

La promozione a Head of Racing nel 2025

A seguito dell’addio del direttore sportivo Jonathan Wheatley (passato in Sauber/Audi), per Lambiase è arrivata anche una soddisfazione puramente personale, con la promozione al ruolo di Head of Racing.

Pur mantenendo il ruolo di ingegnere di pista di Max, GP ha infatti assunto la responsabilità operativa dei reparti gara, riportando direttamente al Direttore Tecnico Pierre Waché e al Team Principal Laurent Mekies.

Che nazionalità ha Gianpiero Lambiase?

Come accennato in precedenza, nonostante l’accento british che sentiamo nei team radio, Lambiase ha origini italiane. I suoi genitori sono emigrati nel Regno Unito dall’Italia, motivo per cui possiede il doppio passaporto.

Quanto guadagna Lambiase?

Gli stipendi degli ingegneri di pista – ed in generale quelli dei dipendenti dei team – non sono pubblici come quelli dei piloti. Vecchie stime suggerivano che la paga di Lambiase si aggirasse sulle 120.000 sterline, come ha riportato GPBlog.

È molto probabile tuttavia che questa cifra sia aumentata, proprio a seguito della promozione a Head Of Racing.

“Come un fratello minore”: le parole dei protagonisti

Il legame tra i due negli anni è cresciuto ed è diventato più profondo della semplice relazione professionale: “Se smette lui, smetto anche io. Gliel’ho già detto. Voglio lavorare solo con lui“, aveva dichiarato Max a Sky Sport.

“Penso che siamo entrambi molto diretti. Siamo molto onesti. E possiamo dirci in faccia quando facciamo un cattivo lavoro. Mi piace questo. È anche uno che non parla troppo. Non mi piace chi parla tanto per parlare, chi mi dà messaggi inutili. Per me non funziona. E lui è esattamente uguale”.

Gianpiero Lambiase & Max Verstappen, Red Bull Racing
Gianpiero Lambiase & Max Verstappen, Red Bull Racing

“Ci conosciamo a fondo e sappiamo cosa fa scattare l’altro, o mettere il braccio attorno alla spalla dell’altro. Penso che il legame si sia cementato nel 2021. Ormai lo vedo come il mio fratellino”, aveva invece detto Lambiase su Max un paio d’anni fa.

E sulla fame di vittoria che li accomuna: “Se dovessi usare una parola per descrivere Max direi ‘insaziabile’. E penso che valga anche per me”.

“Non importa quante gare vinciamo, non siamo mai contenti e la nostra asticella è altissima. La mia paura più grande è il momento in cui avremo più concorrenza e non vinceremo ogni gara… perché vedete come mi tratta adesso che vinciamo sempre!”