La SF-26 di Charles Leclerc e Lewis Hamilton sembra sia nata bene, lontana forse dalla Mercedes e in lotta con gli altri top team ma in casa Ferrari sembra esserci un clima disteso.
Dopo la a dir poco deludente stagione dell’anno scorso, la squadra di Vasseur mira al riscatto per cercare di iniziare con il piede giusto il nuovo ciclo regolamentare.
Definita “la più coraggiosa” da molte voci all’interno del paddock, la Rossa si è presentata in Bahrain con un anteriore molto stabile e un posteriore invece innovativo con il profilo alare sotto lo scarico e l’ala che ruota di 270°.
Tuttavia nessuno all’interno del box osa esporsi sulle prestazioni della SF-26, una strategia adottata da Vasseur per “proteggere” il team e la sua stessa posizione.
Nella primavera dello scorso anno infatti, il manager francese è stato protagonista di un feroce attacco da parte della stampa italiana che ha approfittato della terribile situazione della Ferrari.
Per non ripetere lo stesso errore, ora Vasseur chiede “calma” e concentrazione a tutta la sua squadra, ignorando quelli che sono i commenti esterni da parte di terzi che possono solamente nuocere alle prestazioni dell’intera squadra.

Vasseur concentrato solo sui suoi uomini: “Devo proteggere le persone”
“In Italia è tutto amplificato. Sia nel bene che nel male. Bisogna costantemente calmare l’euforia positiva, così come la negatività”, ha affermato Vasseur come riportato da Formulapassion.
“Io cerco solamente di proteggere le persone del team, ma è il mio mestiere. E lo sapevo quando ho firmato. C’è un entusiasmo particolare intorno alla squadra che fa si che si rischia di perdere rapidamente la strada e che le persone spendano troppe energie per questo. Devo proteggere le persone da queste ondate.”
“Bisogna slegare le voci dalla realtà. In Italia si possono avere anche 15 anni di contratto ma ciò che non cambierà mai è l’atteggiamento della stampa.”
“Quello che conta è la relazione che ho con Ferrari. Quando queste indiscrezioni impattano sulla squadra e i nostri dipendenti, è dannoso e mi disturba.”
“Per quanto riguarda me, so a che punto sono con il management. Quando invece si comincia a parlare di persone che lavorano nell’ombra, lì trovo che sia una mancanza di rispetto”, ha concluso il manager francese.









