Per prima cosa è necessario partire con la definizione di che cos’è lo short shift. Quest’ultimo si riferisce a un particolare stile di guida in cui il pilota decide di cambiare la marcia della propria vettura prima di raggiungere il limite massimo di giri (RPM) di un determinato rapporto.
Per quanto riguarda il lato tecnico della F1, così come in qualsiasi altra categoria del motorsport, lo short shifting consiste nel sacrificare l’accelerazione immediata in uscita di curva, in favore di una potenziale accelerazione futura, cioè la velocità di punta sul rettilineo.
Per esempio, questa tecnica la si usa come preparazione per un sorpasso. Il pilota che sta attaccando può anticipare la cambiata della marcia superiore esattamente in uscita di curva, per assicurarsi di andare sul gas il prima possibile – e di conseguenza aver più trazione – rispetto al suo avversario in difesa, e aver difatti più velocità a fine rettilineo a discapito dello spunto nei primi metri.

Quali sono i benefici dello short shift?
Per capire bene come funziona nel dettaglio la tecnica dello short shift, spieghiamo per prima cosa cosa avviene durante una cambiata normale.
In genere, quando i piloti raggiungono il limite massimo di giri per una determinata marcia e non possono più accelerare con quel rapporto, passano a una marcia superiore per ottenere un’ulteriore accelerazione, con conseguente aumento di velocità.
Per quanto riguarda lo short shift invece, i piloti anticipano la cambiata in una curva o in modo ottimale all’uscita di curva, in modo tale da poter scaricare più potenza a terra in quanto c’è maggior stabilità, non dover cambiare subito in rettilineo e avere un’accelerazione più fluida e continua.
I motori attuali di F1 hanno un’elevata coppia ai bassi regimi. In uscita dalle curve lente o in condizioni di pista bagnata, scaricare tutta questa potenza a terra farebbe pattinare le gomme posteriori, surriscaldandole e facendo perdere tempo prezioso, oppure causando perdite di grip e di conseguenza maggior rischio di incidenti e di testacoda.
Passando rapidamente a una marcia superiore, i giri del motore si abbassano e questo riduce la coppia trasmessa alle ruote, permettendo alla vettura di trovare grip sull’asfalto senza scodare. Tutto questo è considerabile come un controllo di trazione manuale.

La tecnica dello short shift è anche usata e utilizzata durante il LiCo – Lift and Coast – per massimizzare il risparmio di carburante. Il consumo di benzina è sempre maggiore ai regimi più alti e, anticipando la cambiata, i piloti possono risparmiare del carburante. Tutto questo si tradurrà in chili di carburante salvati senza perdere quasi nulla dal punto di vista cronometrico sul giro.
Infatti, con questa particolare tecnica di guida, il pilota massimizza l’efficienza del carburante ed evita il punto d’accelerazione in cui la coppia e i giri sono molto alti e il motore lavora alla massima potenza. Tirare sempre il motore al limitatore significa stressare in modo estremo valvole, pistoni e ingranaggi.
La tecnica dello short shift, specialmente quando un pilota è in gestione del vantaggio e non è attaccato da avversari, permette di far respirare la meccanica, allungando la vita della Power Unit.









