Il Gran Premio di Cina rappresenta il secondo round del Mondiale di Formula 1 2026 e il primo round del nuovo campionato e del regolamento della gara sprint. Il weekend cinese difatti apre quella che sarà una doppietta asiatica, con il Paese del Dragone come prima tappa e il Giappone – che di solito si disputava dopo Singapore – che troviamo a inizio campionato.
Tutto questo grazie alla volontà della F1 e della FIA di risparmiare km di viaggio ai team e ai piloti. Di conseguenza, vi è stata una piccola riorganizzazione delle zone di gara nel calendario.
In quel di Shanghai, come ogni anno, si respira un’atmosfera unica. I tifosi cinesi sanno dare spettacolo in tutta la loro eleganza e creatività sulle tribune del circuito, con un tifo vario per quasi tutti i piloti.
Menzione d’onore per la tribuna del Team Cinese LH44, che ogni anno regala spettacolo e coreografie mozzafiato per il proprio idolo Sir Lewis Hamilton.

Il Circus della Formula 1 fa tappa in un luogo dove il tempo sembra scorrere a diverse velocità. La struttura sulla quale si basa il circuito è un capolavoro di progettazione architettonica all’avanguardia, tipico del Paese del Dragone.
A far da cartolina come cornice sullo sfondo, troviamo la megacittà cinese, riconosciuta in tutto il mondo per la sua geometria, la sua modernità e la tecnologia, attorno a cui ruota gran parte del mercato orientale. Tutto questo in contrasto con un autodromo che diventa un mare umano di bandiere e colori di tutti i diversi team della griglia, dove l’entusiasmo e la passione sono all’ordine del giorno.
Il tracciato di Shanghai
Il circuito di Shanghai è un autodromo situato nella periferia della metropoli cinese, ed è la sede ufficiale del Gran Premio di Cina di Formula 1. Il circuito è stato costruito nel 2003, con le sue strutture caratteristiche che ebbero sin da subito un esito positivo grazie alle innovazioni che rappresentarono per l’epoca.
Il tracciato è super apprezzato dai piloti grazie al suo particolare design che va a richiamare il carattere cinese shàng 上 , che significa “sopra” o “salire”, ed è alla base del nome della metropoli non molto distante dal circuito.
Il circuito ha debuttato nel calendario di Formula 1 nel 2004 e nel corso degli anni non ha mai cambiato il suo layout. Il tracciato è lungo 5,451 km e presenta 16 curve, 9 a destra e 7 a sinistra, che richiedono un equilibrio meccanico assoluto.
I piloti dovranno percorrere il circuito per un totale di 56 giri previsti e dovranno trovare il compromesso perfetto tra il carico aerodinamico, per affrontare al meglio le sezioni guidate, e un bassissimo drag per i lunghi tratti rettilinei da percorrere full gas.

Per quattro lunghe stagioni, dal 2020 al 2023, a causa della pandemia globale, la Formula 1 non ha potuto fare tappa sul circuito di Shanghai, lasciando un vuoto pesante nel calendario, per poi ritornare nel 2024.
Per l’edizione 2026 sarà fondamentale la gestione dell’elettrico per affrontare con le batterie piene il lungo rettilineo prima di Curva 14. Nel tratto da Curva 7 a Curva 10 non sarà consentito aprire le ali e dunque sfruttare l’aerodinamica attiva, perciò sarà necessaria un’ottima energia.
La Mercedes è favorita sotto questo punto di vista, potendo contare su un recupero energia super efficiente, ma occhio alla Ferrari, che è molto reattiva in uscita dalle curve lente e potrà sfruttare il vantaggio del suo turbo più piccolo nelle diverse accelerazioni.
I punti fondamentali del giro
- Curve 1-4: È una delle sequenze più celebri e complesse dell’intero calendario. I piloti entrano in Curva 1 ad altissima velocità, per poi avvitarsi in una spirale a destra di 270 gradi che si stringe progressivamente. È una frenata in appoggio che sembra non finire mai, seguita da un brusco cambio di direzione a sinistra in discesa. Questo settore è un incubo per le gomme: l’anteriore sinistra è costretta a sopportare un carico laterale e uno stress termico brutali per svariati secondi.
- Curve 7-8: Qui emerge tutto il carico aerodinamico generato dalle vetture. Si tratta di una sequenza di curve veloci e sinuose in appoggio – una chicane allargata ad alta velocità – che richiedono una monoposto perfettamente bilanciata e letteralmente incollata all’asfalto. Un avantreno preciso in questa sezione è vitale per non perdere il ritmo.
- Il rettilineo e la staccata della Curva 14: Il rettilineo opposto ai box è uno dei più lunghi dell’intero Mondiale (ben 1,2 chilometri). È – o meglio, dopo quanto visto in Australia, era – il regno delle power unit. Alla sua fine, i piloti affrontano la staccata più violenta del circuito: una frenata micidiale da oltre 320 km/h ad appena 60 km/h per immettersi nella stretta forcina di Curva 14. È il punto di sorpasso per eccellenza, dove l’audacia dei piloti sul pedale del freno può capovolgere le sorti della gara.
La storia recente del GP di Cina
Il circuito di Shanghai, oltre a essere un capolavoro d’ingegneria, nel corso della storia è stato teatro di alcuni drammi sportivi, ma allo stesso tempo la cornice di alcuni momenti iconici della storia della Formula 1 moderna. Dal suo debutto nel 2004, l’asfalto cinese ha visto nascere nuove ere e tramontare leggende.

Nel 2006 ci fu l’ultimo acuto del Kaiser. Forse il momento più denso di emozione nella storia del tracciato. In una gara segnata da condizioni meteo super variabili, Michael Schumacher compie un vero e proprio capolavoro strategico e di guida. Partito sesto, il tedesco danza sull’asfalto umido rimontando gli avversari e conquistando la vittoria numero 91 della sua carriera. Sarà l’ultimo, indimenticabile successo in Formula 1 del sette volte campione del mondo.
Nel 2007 il dramma di Hamilton è forse il momento più iconico della Formula 1 sul tracciato cinese. L’immagine del britannico intrappolato nella ghiaia prima dei box sarà scolpita per sempre nella memoria della F1. Lewis Hamilton, da rookie, arriva in Cina con la concreta possibilità di chiudere il discorso mondiale. Con le gomme intermedie ormai fin troppo usurate, viene richiamato ai box troppo tardi.
Perde il controllo nella corsia di ingresso pit-lane e si insabbia in una piccola ma fatale via di fuga in ghiaia. Un ritiro clamoroso che riapre il mondiale, poi vinto all’ultima gara dalla Ferrari di Kimi Räikkönen.
Nel 2009 è l’inizio dell’impero Red Bull. Un giovanissimo Sebastian Vettel domina la gara sul bagnato in condizioni proibitive, regalando alla Red Bull Racing la primissima pole position, la prima vittoria e la prima doppietta – con Mark Webber secondo – della sua storia.
Nel 2012 è l’anno di un’altra prima volta. Nico Rosberg conquista qui la sua prima pole position e, il giorno successivo, domina la corsa ottenendo la sua prima vittoria in carriera e della Mercedes come costruttore dal suo rientro in Formula 1. L’ultimo successo risaliva a Juan Manuel Fangio nel 1955.
Nel 2018 ci fu lo show targato Daniel Ricciardo, che vinse la gara sfruttando un tempismo perfetto: durante l’ingresso di una Safety Car, la Red Bull montò gomme fresche all’australiano. Da sesto, Ricciardo si lancia in una rimonta furiosa negli ultimi 15 giri, infilando una serie di sorpassi al limite, con la leggendaria staccata da lontanissimo su Valtteri Bottas in Curva 6.
Nel 2024 le lacrime di Zhou è simbolo dell’abbraccio di un intero Paese. Il ritorno della Formula 1 a Shanghai dopo la lunga pausa pandemica regala un’immagine destinata a rimanere negli annali, non per la lotta al vertice, ma per la pura forza dei sentimenti.
Guanyu Zhou, il primo pilota cinese a correre sul tracciato di casa nella storia della F1, taglia il traguardo e riceve l’onore speciale di parcheggiare la sua monoposto proprio sul rettilineo di partenza, davanti alla tribuna principale.
Appena sceso dall’abitacolo, viene travolto dal boato assordante della sua gente: si accovaccia sull’asfalto e scoppia in un pianto liberatorio e inarrestabile. Un momento di straordinaria e fragile umanità, salutato da una standing ovation del pubblico e da un lungo, commosso applauso da parte di tutto il paddock.
Nel 2025, troviamo l’unica vittoria Ferrari – seppure sprint – del 2025 targata Sir Lewis Hamilton. Il britannico numero 44 tira fuori dal cilindro una prestazione d’altri tempi che infiamma il pubblico asiatico. L’asso britannico, su una pista che lo ha visto trionfare più di chiunque altro, doma il tracciato conquistando una magistrale Sprint Pole, per poi trasformarla in una vittoria perentoria nella gara breve.

Statistiche del GP di Cina
- Pole Position: Lewis Hamilton 6 (2007, 2008, 2013, 2014, 2015, 2017)
- Vittorie Piloti: Lewis Hamilton 6 (2008, 2011, 2014, 2015, 2017, 2019)
- Vittorie Team: Mercedes 6 (2012, 2014, 2015, 2016, 2017, 2019)
- Record sul giro: 1:30.641 (Oscar Piastri, McLaren, 2025)
Le mescole Pirelli
Per la tappa nel Paese del Dragone, i compound scelti saranno C2 (Hard), C3 (Medium) e C4 (Soft). Le tre classiche mescole Soft, Medium e Hard di Pirelli.

Sarà fondamentale prestare attenzione agli onboard dei 22 piloti in pista per verificare se si riusciranno a evitare i frequenti bloccaggi in ingresso curva che si erano già notati in Bahrain, siccome, per caratteristiche, il circuito cinese presenta alcune staccate che richiamano quelle di Sakhir.
Il circuito è stato completamente riasfaltato nel 2024, aumentando di molto il grip per le vetture in pista. La superficie liscia ha tuttavia causato nel 2025 del graining sull’asse anteriore. Cosa non del tutto scontata quest’anno, siccome a causa dell’invecchiamento del circuito il grip potrebbe essere nettamente diminuito e di conseguenza, i piloti potrebbero soffrirne meno.









